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Scrisse il nome dell'omicida sul divano
Approda in aula il delitto Falcidia

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Catania, delitto, falcidia, omicidio, Cronaca
Approderà in aula domani, davanti al Gup Grazia Caserta, a 17 anni dal delitto il processo a Vincenzo Morici, il medico accusato di avere ucciso per gelosia la sera del 4 dicembre del 1993 la moglie, la professoressa Antonella Falcidia, nella loro abitazione in via Rosso di San Secondo, a Catania. Il processo, che si celebra con il rito abbreviato, si svolgerà a porte aperte su richiesta dei legali dell'imputato, gli avvocati Enzo e Enrico Trantino in considerazione del grande clamore suscitato dal caso. Vincenzo Morici, primario del reparto di chirurgia generale dell'ospedale di Taormina, fu arrestato il 14 marzo del 2007, a distanza di oltre 13 anni dalla morte della professoressa Antonella Falcidia, in esecuzione di un ordine di custodia cautelare in carcere con l'accusa di omicidio emesso dal Gip Santino Mirabella.

Il professionista fu scarcerato 25 giorni dopo dal Tribunale del riesame per mancanza di indizi. Decisione poi ribadita dalla Cassazione. L'inchiesta era stata riaperta dalla Procura di Catania nel febbraio del 2007. La svolta era arrivata dopo che uno scanner in uso nell'università di Trieste - durante esami del Ris su una macchia di sangue confusa ai bordi inferiori di un divano con tappezzeria fiorata - aveva evidenziato, secondo l'accusa, le prime tre lettere a stampatello maiuscolo del nome del marito, 'ENZ', che sarebbero state scritte dalla vittima, che avrebbe così indicato nel coniuge l'omicida. Per la Procura il movente del delitto sarebbe passionale e 17 anni dopo l'omicidio ha chiesto il rinvio a giudizio del marito per omicidio e domani comincia il processo.


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