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Lombardo a Radiodue

"Il mio governo durerà
Ma c'è tempo per..."


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Il governo durerà (o forse no), la mafia si combatte con i fatti, Berlusconi non avrà i voti dell'Mpa se continua a togliere soldi al Sud per darli al Nord. In un'ora di amenità rediofoniche, ospite di “Un giorno da pecora” su Radio due,
Raffaele Lombardo parla un po' di tutto, fra una battuta e un'altra. Il passaggio più interessante riguarda la durata dell'attuale giunta. Che camperà fino a fine legislatura, dice il governatore. O forse no. Complice il tono scherzoso del programma, infatti, il presidente, dopo aver scommesso sulla durata del suo attuale governo, piazza una battuta che lascerebbe intendere il contrario. "Qualche giorno fa un vescovo siciliano - ha raccontato il governatore - mi ha regalato un vino che si chiama 'Quater' e io gli ho assicurato che durerà fino alla fine della legislatura perchè sono astemio. Non durerà solo il vino, ma anche il mio governo. Mi trovo un pool di assessori di altissismo livello”.

Poco dopo, però, Lombardo, con tono scherzoso, aggiunge: “Il quater mi piace molto. Ma in due anni e mezzo sono stati uno ogni sette-otto mesi, ci sarebbe ancora lo spazio e il tempo...”. Quanto all'inchiesta di Catania, Lombardo ribadisce le sue posizioni: “Sono indagato, ma io non sono tenuto a saperlo, non ho ricevuto neppure un cedolino in cui c'era scritto avviso di garanzia”. Lombardo ha ricordato che nei suoi confronti la procura non ha intrapreso al momento “nessuna iniziativa processuale, perchè tutto quello che mi riguarda sono scampoli di intercettazoni che riguardano soggetti terzi, chiacchiere, condite da insulti irripetibili. Senza che mai io abbia ricevuto una telefonata da nessuno di questi soggetti che tornano nelle intercettazioni”.

Il governatore dice che “la mafia bisogna combatterla con i fatti”. E ricorda: “Io ho messo in campo una serie di azioni contro la mafia che non hanno precedenti in 64 anni di autonomia, per sempio facendo saltare l'affare dei termovalorizzatori”. E sempre in tema di criminalità organizzata, c'è anche il tempo per un complimento a Roberto Saviano, che Lombardo definisce “un punto di riferimento non solo per i napoletani”. Una battuta anche sul nomignolo “Arraffaele” appiopatogli dagli oppositori? “Io mi assumo la responsabilità delle mie scelte. Se c'è da nominae qualcuno, u presidente o un consulente, lo nomino io, la legge me lo consente. Poi, uomini e cose saranno valutati dalle persone”.

Quanto alla politica nazionale, Lombardo dice che il primo di dicembre l'Mpa farà il punto sul da farsi sulla sfiducia, ma che i miliardi destinati di recente dal Cipe al Nord non lasciano presagire niente di buono. Lombardo, dopo un duetto con Maria Grazia Cucinotta collegata a telefono, che lo chiama “il mio presidente”, risponde anche a una domanda sull'eventualità di Romano Prodi al Quirinale: “Lo voterei dieci volte, è una persona molto seria”.


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