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A Firenze cominciato il processo a Tagliavia

Stragi del '93, nuovo capitolo
Ma lo Stato non c'è

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In attesa dell'ormai prossima revisione del processo per la strage di via D'Amelio, a Firenze è cominciato un altro processo che prende le mosse dalle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza. Unico imputato Francesco Tagliavia, capomafia di corso dei Mille, a cui è stata notificata un'ordinanza di custodia cautelare lo scorso marzo mentre già si trovava in carcere, a Viterbo, scontando l'ergastolo per l'eccidio in cui perirono Paolo Borsellino e i suoi agenti di scorta. Tagliavia è accusato di aver partecipato alle stragi in continente del 1993. Ma, ancora una volta, quello che più si nota è un'assenza, quello dello Stato, che non si è costituito parte civile al processo come, invece, hanno fatto la Regione Toscana e il comune di Firenze.

“Un contributo assolutamente determinante, forse primario, è stato fornito dal collaboratore Gaspare Spatuzza” aveva dichiarato il procuratore capo fiorentino Giuseppe Quattrocchi, secondo cui Tagliavia ha contribuito all'organizzazione e realizzazione degli attentati, mettendo a disposizione picciotti e soldi. E la difesa, rappresentata da Luca Cianferoni (lo stesso legale di Riina), ha chiesto di ammettere come testimoni Massimo Ciancimino, l'ex capo del Dap Nicolò Amato, l'ex ministro Giovanni Conso, gli ex presidenti della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e OscarLuigi Scalfaro, l'ex ministro Nicola Mancino e, in ultimo, ha chiesto di acquisire la sentenza della corte d'appello di Palermo su Marcello Dell'Utri, dove Spatuzza viene bollato come "non attendibile".

I pm Giuseppe Nicolosi e Alessandro Crini si sono posti definendo quelle posizioni ''non pertinenti". Il processo, infatti, verte esclusivamente su Francesco Tagliavia e i testimoni chiamati dalla procura sono tutti ex appartenenti a Cosa nostra: Pietro Carra,Salvatore Grigoli e Salvatore Cancemi.

La corte si è ritirata e la loro decisione si avrà solo alla prossima udienza, prevista per il 14 dicembre. Ma intanto infuria la polemica perché fra i banchi dell'accusa, in veste di parte civile, manca lo Stato che quegli attentati li ha subiti. "Non ci siamo costituiti parte civile perché non ne siamo venuti a conoscenza" hanno spiegato dalla sede fiorentina dell'avvocatura dello Stato. "Non c'è stato notificato nulla per iscritto né verbalmente - hanno spiegato - ma solo per pubblici annunci". Sulla questione i giornalisti hanno interpellato anche il procuratore capo Quattrocchi che ha risposto: "La notifica è stata fatta per pubblici proclami. Sta nella Gazzetta Ufficiale. Così si fa".


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