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La protesta dei sindacati: l'intervista

Questa povera, povera polizia:
"Noi in trincea con pochi mezzi"

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Polizia di Stato, protesta, sindacato, Cronaca
Si continua a parlare di successi del Governo nella lotta alla mafia. "Il merito è di tutti" ha detto ieri sera il ministro dell'Interno Roberto Maroni al programma "In mezz'ora". Secondo il ministro il contrasto alla criminalità organizzata "sta vivendo una stagione senza precedenti", nonostante "le ristrettezze economiche". Ma in che condizioni effettivamente verte la polizia di Stato a Palermo? Lo abbiamo chiesto a Salvatore Como, segretario provinciale del Siap a Palermo, il sindacato delle forze di polizia.

Qual è lo stato di salute delle forze dell'ordine?
"Al reparto di prevenzione del crimine non si vedono ancora i soldi degli straordinari di cinque anni fa. Allora mi devo rivolgere al Tar, per una prestazione che hanno fatto alla polizia di Stato. Se alle tre o alle quattro di notte, occorre fare una perquisizione, la si fa ugualmente, ci mancherebbe. Qualche giorno fa però è arrivata una circolare in cui si diceva che non è più possibile andare a fare benzina, perchè il nostro distributore è a secco. Si finanziano i soldati all'estero e  non ci sono soldi per chi lavora quotidianamente per strada. Dobbiamo comprare la carta, il toner della stampante. Le macchine delle scorte stanno cadendo a pezzi e il nostro parco auto è deficitato".

E per la cattura dei latitanti?
"I grossi big non si catturano se faccio le 8-14. Provenzano così non lo avremmo mai catturato. Gli straordinari si fanno a "credito", diciamo. Ma per la cattura dei boss il debito è stato saldato. Il reparto di prevenzione del crimine è stato invece by-passato. Che il sindacato di polizia debba aprire un'azione legale.. Si parla tanto di legalità e poi".

3,5 milioni di tagli tra dal 2009 al 2011 denunciati dal responsabile sicurezza Pd Emanuele Fiano, ma solo 2,2 miliardi reinvestiti per l'anno venturo secondo quanto ha affermato il ministro Maroni. Cosa succederà?
"Il capo della polizia è stato chiaro, ci aspetta un periodo di vacche magre, di razionalizzazione. Lui stesso delegherà qualche funzione ad altri comparti di sicurezza. Il punto è che la gente oggi si fa domande che su quanto restare in servzio. Se fra due o tre anni la mia pensione sarà più bassa, chi me lo fa fare di rimanere? Anche le borse messe in palio dai concorsi per le nuove assunzioni sono limitate".

Tutto ciò potrebbe pregiudicare anche il contrasto alle mafie?
"Oggi siamo in un periodo straordinario per la lotta alla mafia. Qualche giorno fa ero davanti a un vecchio manifesto che riportava i volti dei boss più pericolosi. Sono stati presi quasi tutti. E i grossi passi avanti fatti in questi anni non si devono certo alla politica, di qualsiasi colore essa sia. Tutto il merito va alla catturandi e alla squadra mobile di polizia. Adesso che siamo riusciti a fare tabula rasa, però, occorre un controllo capillare del territorio, altrimenti nell'arco di qualche anno queste cosche andranno a rigenerarsi".

Il 26 novembre sarà convocato il congresso regionale del Siap, all'Hotel Borsa di Palermo.
"Abbiamo invitato il sindaco Diego Cammarata, il presidente della Provincia Giovanni Avanti, il presidente dell'Ars Francesco Cascio. Il titolo è "La sicurezza: bene assoluto al di là della sua percezione". Vogliamo parlare di sicurezza come concetto che abbraccia l'ordine pubblico, garantito da forze di polizia ed enti locali".

Sorge spontanea una domanda sul "Pacchetto sicurezza". Cosa è cambiato per voi? Come è migliorata la vostra efficienza?
"Dipende da città a città. In un piccolo centro le cose possono anche essere migliorate. Alcuni provvedimenti sembra che siano stati presi a fronte di un programma politico piuttosto che una realtà effettiva. La polizia di prossimità o le pattuglie miste, per esempio. Durante le passeggiate gli agenti acquisiscono informazioni e le riportano in ufficio. Ma a Palermo non hanno avuto un grande effetto: si tratta di una percezione di sicurezza piuttosto che una sicurezza effettiva, perchè questi uomini li abbiamo tolti dal servizio. E poi i gruppi di sorveglianza civile che si dovevano creare, rischiavano di mettere in pericolo gli stessi cittadini. Piuttosto dateci mille uomini in più da mettere sulle strade".


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