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Su "S" in edicola dal 27 novembre

Nella banca scozzese sull'orlo della crisi
a rischio 200 milioni della Regione

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banca scozzese, debiti, soldi
La crisi economica mondiale rischia di travolgere le disastrate casse della Regione Siciliana. Mentre le Borse di tutto il mondo sono con il fiato sospeso per il tracollo del sistema finanziario irlandese, emerge che nei forzieri della Royal Bank of Scotland, travolta nel crollo degli istituti di credito dell'autunno 2008, è presente un “tesoretto” di Palazzo d'Orléans. Si tratta dei fondi di accantonamento (i cosiddetti “sinking fund”) versati da Palazzo d'Orléans, a partire dal 2007, come garanzia per il rimborso di due prestiti obbligazionari contratti con Rbs, due bond chiamati Archimede e Pirandello. La notizia emerge da un'inchiesta di Geraldine Pedrotti che sarà pubblicata sul prossimo numero di “S”, il magazine che guarda dentro la cronaca, in edicola da sabato 27 novembre.

Rbs non è nuova ai rapporti con gli enti pubblici siciliani: il nome dell'istituto di credito scozzese è apparso quando si parlava dell'ipotesi di un mutuo per il Comune di Catania e fa parte del pool di banche che doveva finanziare tre inceneritori su quattro. Ma all'assessorato all'Economia difendono la scelta di affidarsi alla banca britannica: “Siamo stati guidati dal ministero dell'Economia”, assicurano dalla Regione, specificando che al momento dell'accordo “Moody's, Standard&Poors e Fitch assegnavano a Rbs un giudizio positivo”. Comunque, la situazione, secondo la Regione, è sotto controllo: “Siamo al riparo da attacchi speculativi”, assicurano dall'assessorato regionale all'Economia.


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