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La motivazioni della sentenza

Su Spatuzza "giudizio negativo"
Parlò tardi di Dell'Utri e Berlusconi

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Gaspare Spatuzza, motivazioni, sentenza dell'utri, Cronaca
Per Gaspare Spatuzza un giudizio "in termini decisamente negativi", per quanto riguarda "l’attendibilità intrinseca", la mancanza di riscontri ma, soprattutto, per "l’oggettivo ed ingiustificato ritardo" con cui ha parlato di Marcello Dell'Utri del premier Silvio Berlusconi. E' questo il giudizio della corte d'appello di Palermo - contenuto nelle motivazioni della sentenza - sul pentito Gaspare Spatuzza, intervenuto nel processo d'appello al senatore del Pdl, condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

La legge impone ai collaboratori di giustizia di parlare, nei primi 180 giorni dalla decisione, di tutti i “fatti di maggiore gravità ed allarme sociale”, fra i quali, secondo il collegio giudato da Claudio Dall'Acqua, non possono non essere comprese  "le confidenze ricevute al bar Doney nel gennaio 1994 da Giuseppe Graviano". Si tratta dell'occasione in cui il capomafia di Brancaccio avrebbe rivelato che Cosa nostra aveva "il paese nelle mani" grazie al compaesano - ovvero Dell'Utri - e "quello di Canale cinque", il premier Silvio Berlusconi.

Un punto a favore del collegio difensivo - composto dai legali Pino Di Peri, Nino Mormino, Pietro Federico, e Alessandro Sammarco - che, nel controesame, ha fatto "emergere, con oggettiva chiarezza ed incontestabile nitidezza, l’ingiustificato e rilevante ritardo con cui Gaspare Spatuzza ha ritenuto di parlare di Dell’Utri e Berlusconi, ritardo che induce a dubitare più che fondatamente anche della credibilità delle sue rivelazioni sul punto".


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