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La riunione del direttivo regionale

Il Pd dice sì al sostegno:
"A patto che si cambi passo"


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“Sì, abbiamo riconfermato le ragioni politiche del sostegno al Lombardo quater, ma chiediamo ora al governo un cambio di passo per rispondere alle emergenze della Sicilia, come la crisi occupazionale”.

Così
Giuseppe Lupo consegna alla stampa la sintesi di quanto accaduto nella direzione regionale del Pd. Sulla vicenda giudiziaria che vede il governatore indagato per concorso esterno, a seguito del lungo chiarimento offerto ieri da Lombardo alla stampa, Lupo ha precisato: “auspichiamo un rapido pronunciamento della magistratura e continueremo a seguire con attenzione l’evolversi dell’indagine, ma non tocca a noi valutare in merito”.

Riguardo, poi, a una più ampia percentuale di dissenso registrata nel voto alla relazione da lui presentata, il segretario regionale dei democratici ha replicato: “Sì, c'è stato qualche voto contrario in più” ma si è detto anche soddisfatto perché “il Pd si conferma un partito capace di dialogare e confrontarsi”.

Con queste parole pronunciate fuori dalla sala dell'hotel palermitano in cui si è svolta la riunione, si è conclusa questa sera la lunga maratona del Partito Democratico, che ha chiamato a raccolta la dirigenza regionale al gran completo per discutere il sostegno al governo Lombardo quater. Riunione a porte chiuse, per quanto il provvedimento adottato per discutere senza i riflettori puntati non abbia sortito gli effetti desiderati: tante, infatti, le indiscrezioni alla stampa, che in serata hanno trovato riscontro nel documento votato con 27 voti favorevoli, 13 contrari e 2 astenuti, e diffuso in serata.

Secondo la relazione di Lupo, il sostegno al governo tecnico è necessario“per affrontare le emergenze economiche e sociali della Sicilia, dopo il crollo del centrodestra e la rottura del Mpa e dell’Udc con il Pdl a livello regionale e nazionale. Ma il governo deve cambiare passo, sbloccando il funzionamento dell’amministrazione regionale e dando massima autonomia agli assessori per svolgere un’azione trasparente e incisiva”.

Tra i passaggi salienti del documento, il leader regionale del partito ha evidenziato la lettura inadeguata che i democratici danno della finanziaria “in particolare – si legge – per quel che riguarda i tagli agli enti locali, la tutela dei lavoratori precari, la formazione professionale e lo sviluppo produttivo”.

No, infine, al referendum degli iscritti proposto dal senatore Mirello Crisafulli anche se, secondo il documento approvato, “il Pd ritiene opportune le iniziative di confronto e consultazione che saranno decise, nel rispetto dello statuto, dalle strutture territoriali del partito”. E precisa inoltre di avere deciso di convocare entro gennaio l’assemblea regionale del partito per valutare l’evolversi della situazione politica regionale e nazionale.

Soddisfatto il capogruppo del Pd all'Ars, Antonello Cracolici, che ha commentato la conferma del sostegno al governo precisando che “adesso però il governo deve mettere le ali per dare piena attuazione a quel cambiamento che i siciliani si aspettano”.


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