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La difesa

"Un'aggressione mediatica"

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attacco mediatico, raffaele lombardo, Politica
Lo ripete solo un paio di volte, con meno insistenza rispetto al passato. Ma il concetto dell’aggressione mediatica e, soprattutto, della “matrice politica” della fuga di notizie sull’inchiesta catanese ritorna nella conferenza stampa di Raffaele Lombardo. Vogliono fare fuori questo governo, è il sunto della faccenda.  Certo, i toni non sono più quelli allusivi e criptici del famoso intervento in Aula a Sala d’Ercole, ma qualche elemento di quel discorso riaffiora. “C’è un processo mediatico in corso a mio carico, sulla base di un’informativa di polizia giudiziaria. Non so se in Italia ci sono precedenti di un’aggressione mediatica come quella che mi riguarda”.

Lombardo ha ricordato le uscite ufficiali della procura catanese che hanno parlato di “matrice politica” della fuga di notizie sull’inchiesta, che approdò sui giornali nel marzo scorso, e ha sottolineato l’attenzione dei media che si è accentuata negli ultimi giorni: “Il Tg1 che mi aveva ignorato mi ha fatto l’onore di cinque servizi in prima serata in 10-12 giorni. C’è un nesso con le vicende politiche attuali? Non lo so”, ha detto Lombardo in conferenza stampa, facendo riferimento all’uscita dal governo nazionale del suo partito, l’Mpa. Più esplicito era stato poco prima, parlando con l’Ansa: “Si vuole fare cadere il governo regionale, si vuole punire il Movimento per l’autonomia, che non è alleato con il premier. Si vuole fare prevalere la parte politica a me avversa”.

Lombardo ha ricordato l’azione politica del suo governo contro gli interessi della criminalità: “Le azioni di questo governo sono contro lo sfruttamento, che è l’azione tipica della mafia”, ha detto, ringraziando gli assessori, che erano presenti. Hanno avuto momenti di imbarazzo, chiede un cronista? “Sarebbe innaturale s e non li avessero avuti. Ma mi sono stati vicini”, ha detto Lombardo. Non ci sarebbero reati riscontrabili nella sua condotta, insiste il
presidente. Ma la politica non è solo codice penale. Ci sono allora comportamenti moralmente deprecabili, che hanno una rilevanza non penale ma politica e suggerirebbero un passo indietro? Lombardo nega: ho sì incontrato delle persone, ma non le ho cercate io, insiste. “Parlo oggi e faccio chiarezza per il popolo siciliano, per la giunta, per le forze politiche che sostengono questo governo, per i miei amici dell’Mpa. Lo faccio per la mia famiglia e per i miei figli e per una mia onorabilità costruita in 40 anni di attività politica che ha goduto del consenso di gente perbene”.


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