Live Sicilia

Le spiegazioni del presidente

Ma il nodo principale
non è stato ancora sciolto


mafia, Politica, raffaele lombardo, Politica
La domanda spinosa la porge con chirurgica delicatezza un giornalista, al termine dell'esibizione scenicamente rilevante e perfetta del governatore. E suona pressapoco così: lei, Presidente, con la sua personale versione dei fatti, ha confermato comunque certi rapporti, magari casuali e per lei non significativi. Non li considera rilevanti, se non dal punto di vista giudiziario, almeno politicamente? Raffaele Lombardo ha ricostruito il suo canovaccio, ha dato la sua spiegazione. Non ha negato completamente né le strette di mano, né più o meno casuali “abboccamenti”. Li ha ricollocati in un contesto penalmente fin qui irrilevante, ma a questo ci aveva già pensato la Procura.

Resta il nodo politico di fondo, che non è stato sciolto, a parere nostro. Nessuno ha preteso di opporre valutazioni contrarie alle decisioni dei giudici. Nessuno ha criticato le scelte del procuratore D'Agata, il “nulla a procedere”. Nessuno però può disconoscere certe vicende sottolineate dagli stessi magistrati che hanno sezionato il rapporto degli investigatori. E nessuno può affermare, in piena e onesta convinzione, di avere ricevuto un riflesso di esplicita chiarezza sul clima che viene tratteggiato dalle intercettazioni, dalle frasi, dai dubbi crescenti circa un milieu del potere tutto da investigare e da dipanare. Un guazzabuglio moralmente discutibile che riguarda l'intera classe dirigente, non solo il ramo più in alto dell'albero.

L'enigma Lombardo rimane scolpito, quasi nella sua interezza. Una sfinge, un rompicapo, una pietra, un macigno al centro delle vicende siciliane.  I laudatores del Presidente, coloro che danno fede alle sue idee, alle sue ricostruzioni, supportate da un carisma “stregonesco” non indifferente, continueranno a cantarne gli inni e a considerare reietti coloro che, semplicemente, pongono domande. I nemici per principio - i nostalgici di Cuffaro, per esempio - ne diranno peste e corna. E altrettanto avrebbero fatto in ogni circostanza.

Noi stiamo in mezzo, nella posizione più complessa: sulla via di chi cerca di capire. Nutriamo molte serissime perplessità e una certezza. Le perplessità riguardano un presunto sistema di relazioni - di cui abbiamo letto, senza aggiungere nulla - un gomitolo ingarbugliato che non offre un evidente filo conduttore. Ecco la certezza. Anzi due, il Presidente della Regione ha avuto fegato nel replicare pubblicamente ed è stato consono al suo ruolo. Chapeau. Eppure non ha evitato le solite fucilate, tra l'istrionico e il denigratorio, alla stampa.
Se la memoria non ci inganna, ricordiamo un celebre politico della Prima Repubblica, già abituato a prendersela con gli "attacchi mediatici", tramite la denuncia di complotti ai suoi danni. Tuonava di “Grandissime mascalzonate”, di “Campagne d'odio”. Era Bettino Craxi.
Consigliamo caldamente al governatore di non calcarne le orme, nel suo stesso interesse. Se non altro, non porta buono.


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php