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L'attacco di Lombardo al premier:
"Contribuiremo alla spallata"

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"A Palermo abbiamo già dimostrato che si può governare senza il Pdl": Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia e leader dell'Mpa, benedice il "fronte di responsabilità democratica" per fermare Berlusconi.

Avete deciso la spallata al governo?
"Ci siamo sganciati da maggioranza e governo. Ma non abbiamo i numeri per dare spallate. Per contribuirvi sì... Avevamo già preso una posizione distinta sulla fiducia, condizionata ad una inversione dirotta sulle politiche per il Sud".

Non avete dato molto tempo al governo realizzarla.
"Sono passati pochi giorni da quel voto ma due anni e mezzo da che il governo è all'opera: non c'è niente di concreto che possa convincerci che quell'inversione è possibile. Anzi, il governo è, se possibile, ancorpiù condizionato dalla Lega che ci porterebbe ad un federalismo pensato come egoismo fiscale che spezzerebbe l'Italia, anche giuridicamente, in due. Aquesto non vogliamo arrivare".

Aveva ragione Berlusconi: 11 ribaltone in Sicilia era la prova generale di quello nazionale?
"Se Berlusconi avesse parlato di ribaltone - in realtà lo ha fatto qualcuno dei suoi - avrebbe detto una cosa inesatta: abbiamo iniziato politiche di risanamento finanziario e il Pdl si è schierato, in modo sempre più aggressivo, contro un governo da cui alla fine non poteva non uscire".


E ora l'Mpa è parte integrante del terzo polo?
"L'Mpa intende continuare un'esperienza rivelatasi positiva. In Sicilia abbiamo dimostrato che si può governare senza il Pdl e ce la caviamo molto bene. Possiamo andare avanti così anche a Roma. Per realizzare innanzitutto la riforma di una legge elettorale che è alla base della degenerazione della politica".

Pdl e con il Pd?
"Si può governare con chi ci sta: a fare la legge elettorale e leggi che rimettano sui binari un paese ormai deragliato. Ci stanno il Pd. l'Udc. l'Mpa? Perché no? Mi chiedo perché non ci stia anche il Pdl. Nessuno avrebbe preclusioni, nemmeno sugli uomini che dovrebbero guidare il governo".

Nemmeno se fosse Berlusconi?
"Per carità... Se accettasse un programma del genere".

Se invece si andasse al voto subito?

"Sarebbe un castigo di Dio".

Vi andreste su tré poli o aderireste a un "fronte di responsabilità»"per impedire che un terzo del paese abbia la maggioranza assoluta?
"Votare con questa legge sarebbe una catastrofe, rischiano di ripetersi situazioni che abbiamo già pagato care con Prodi e Berlusconi. Ma, se così fosse, ci guarderemmo in faccia e faremmo i conti con la legge elettorale. Penso che prevarrebbe il senso di responsabilità in parlamento e tra i partiti: faremmo in modo di non restare fregati. Che si chiami fronte di difesa o altro. Sono però fiducioso che nasca un nuovo governo: sono mesi decisivi, le elezioni potrebbero essere fatali perl'Italia".

Berlusconi l'ha mai cercata per evitare la rottura?
"Assolutamente no. Del resto lui sa bene che il nostro rapporto non è entrato in crisi per fatti personali ma per le scelte dei suoi uomini. Berlusconi ha delegato tante, troppe cose e non solo i Sicilia. Non sarebbe finita così se avesse curato di più e il partito e il governo. È un mio grande rammarico".

Tratto da "Il Mattino" del 16 novembre 2010


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