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Il retroscena

Ora anche gli alleati
spingono per l'exit strategy


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Il primo a parlarne fu proprio lui, Raffaele Lombardo. Erano i giorni serrati delle trattative per la nascita della quarta giunta e il governatore confidò ai suoi fedelissimi: "Dobbiamo fare un governo di soli tecnici perchè in autunno arriveranno gli schizzi di fango e potrei essere costretto ad autosospendermi". E' l'exit strategy alla quale guardano con impazienza gli alleati di Lombardo. In serio imbarazzo dopo le rivelazioni di quelle 72 maledette pagine dell'ordinanza che marchiano col ferro rovente dei sospetti l'operato del presidente. Non è un caso che in questi giorni più di un esponente della nuova maggioranza abbia chiesto a Raffaele Lombardo di essere conseguente con quella dichiarazione. Soprattutto gli uomini del neonato Fli stanno premendo sul governatore per chiedergli un gesto che potesse rasserenare gli animi e consentirgli una difesa a tutto campo.

I retroscena, raccontati da una fonte qualificata della maggioranza, parlano di appuntamenti fissati da Lombardo e di politici di Fli imbarazzati nel dover dire al presidente di evitare di parlare troppo perchè "si sa, tu sei intercettato". Un presidente azzoppato dall'inchiesta di Catania: "Qualsiasi atto dovesse firmare - dicono le stesse fonti - può essere minato dal sospetto. Pensiamo a cosa potrebbe succedere se Lombardo finanziasse dei corsi di formazione a Mcl dell'ex presidente Liga, noto ormai come il nuovo boss di San Lorenzo?". Il rischio è che, per paura, si paralizzi l'attività della Regione in un momento in cui servirebbe invece un'accelerata nell'impiego delle risorse disponibili. Imbarazzo, palpabile e quotidiano. Ma anche frizioni che covano e che stanno venendo allo scoperto. Lombardo aveva firmato nelle scorse settimane una circolare con la quale "commissariava" di fatto i suoi assessori: una richiesta di visto preventivo su tutti gli atti chiesto dal presidente e oggi rispedito al mittente. Sia Fli che il Pd, infatti, hanno chiesto mani libere nella gestione dei singoli assessorati. Pippo Scalia ha minacciato addirittura di far dimettere gli assessori in quota Fli se non fosse stato ritirato l'atto. Che, misteriosamente, è scomparso dall'agenda del governatore. L'ultimo segnale di un presidente sempre più solo.


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