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La Procura di Catania parla

"Sentiremo Lombardo
a indagini già completate"


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Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, "sarà sentito quando il quadro investigativo sarà completo e esaustivo". Lo afferma il procuratore capo di Catania, Vincenzo D'Agata, sottolineando di "parlare a nome dell'intero ufficio che lavora concordemente sull'inchiesta" in cui Lombardo è indagato per concorso esterno all'associazione mafiosa. Il magistrato conferma che "i legali del governatore hanno chiesto un formale interrogatorio" del loro assistito, ma, precisa il procuratore, "i tempi della giustizia non coincidono con quelli della politica, né - osserva - possono essere modificati dalle pressioni mediatiche che rischiano, anzi, di turbare la serenità del lavoro" della Procura.

E' una sottolineatura importante. Senza fare violenza alle parole del procuratore, si intuisce che i magistrati saranno rimasti perplessi a leggere le parole del governatore. Quell'insistenza sugli "scarti di indagine", le polemiche, le pressioni per essere ascoltato non avranno fatto piacere nemmeno a un uomo pacato e moderatissimo come il procuratore di Catania.

"Il nostro ufficio - D'Agata - continua a lavorare con grande unità, impegno e professionalità. Abbiamo esaurito gli interrogatori di garanzia degli arrestati nell'ambito dell'inchiesta Iblis e nei prossimi giorni ci sarà il confronto in sede di Tribunale del riesame. Per questo - conclude D'Agata - la Procura ritiene di procedere alla richiesta dei legali del presidente Lombardo di sentire il governatore soltanto esauriti tutti gli atti necessari che permetteranno di avere un quadro investigativo completo".

Quindi, il confronto auspicato dal governatore è rimandato a data da destinarsi. Nel frattempo brucerà il fuoco lento del botta e risposta mediatico tra un uomo sempre più solo, i suoi avversari e coloro che, senza preconcetti, si sforzano di giudicarne liberamente l'operato e la posizione.


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