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Qui Catania. Musumeci, Condorelli, torrisi

"Superiamo gli errori del passato"

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Anche Catania freme e si prepara alla sfida del "Barbera". Anche i vip della sponda catanese aspettano con impazienza il fischio d'inizio del derby. E' la speranza è quella dei colleghi palermitani - l'identico - auspicio. Sia soprattutto una festa di sport.

Tuccio Musumeci.  "I catanesi sono greci, mentre i palermitani sono spagnoli. Per questo modo di essere differenti, non riusciranno mai a capirsi.  I catanesi hanno lo spirito del commercio, difatti si sono industriati nel tempo; i palermitani sono sedotti ed abbandonati dalla Regione che, lì risiede e, gli consente di adagiarsi. I catanesi sono commercianti, nonché truffaldini. Il derby? In campo sono tutti stranieri. Ricordo con amarezza le tragiche immagini di quando venne ucciso l’ispettore-capo Raciti. Ecco, perché non mi piace lo stadio, è pieno di delinquenza. Tuttavia il ritorno dei catanesi a Palermo è positivo. Ma non credo che la tessera del tifoso sia lo strumento migliore per frenare ogni tempesta di violenza, se poi, allo stadio si riesce comunque ad entrare con oggetti pericolosi. Importante, è superare ostacoli e scontri. E’ un fatto culturale, anche nello sport. La rivalità vera non esiste, tra catanesi e palermitani. Quando sono a Palermo, è solo una grande festa intorno a me".

Giuseppe Condorelli (quelli dei torroncini). “Il derby  è sempre un piacere. Io guarderò la partita in tv: una scelta dettata da manifestazioni di violenza alle quali abbiamo assistito. Avendo due figli piccoli è realmente pericoloso portarli allo stadio. Ricordiamoci ciò che è accaduto nel derby targato 2 Febbraio 2007, ma anche le recenti immagini di Genova, in occasione della partita Italia-Serbia. Mi sta bene il ritorno dei tifosi sì; ma non possiamo chiamare tifosi coloro che compiono atti di violenza innescando vere e proprie guerriglie urbane. Mi auguro che ogni misura di intervento sarà preventivata, soprattutto nei confronti dei violenti, bravi ad individuare escamotage per eludere ogni  controllo. La tessera del tifoso è uno strumento creato ad arte, ma non risolutivo. Sono certo, comunque che, sarà la semplice rivalità sportiva a scendere in campo”.

Orazio Torrisi, (direttore al Piccolo Eliseo di Roma), “Ricordo il povero Raciti.  Ricordo la lettera che scrisse Pippo Baudo per quel tragico fatto e, parlava proprio di una comunità sconfitta. Credo che abbia portato ad una presa di nuova coscienza collettiva, la gente è stata rieducata al valore sociale del calcio. Ritengo sia errato, però, parlare di calcio e di tifosi, ricordando quel tragico episodio Bisogna superare gli errori del passato. Sono certo che, i nostri tifosi in trasferta dimostreranno grande senso civiltà. La rivalità tra Palermo e Catania viene fuori in ambito sportivo, ma non la registro in altri settori. La rivalità deve divertire”.


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