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Mezzo stop sul federalismo

Regioni compatte contro Tremonti
E in Sicilia si “scongela” la spesa

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Le regioni fanno quadrato sul federalismo e contro la manovra del governo nazionale che rischia di mettere in ginocchio i conti degli enti locali. Intanto, a Palermo, si sblocca la spesa della Regione: “scongelati” 120 milioni.
Federalismo, la Sicilia vince il round.
Buone notizie da Roma, dove la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha fatto propria la linea proposta dalla Sicila sul federalismo, ossia, tra l'altro, l'esclusione dell'applicazione automatica delle norme sul federalismo fiscale alle regioni a statuto speciale, con rimando a un'ulteriore trattativa tra queste e lo Stato (una norma analoga è già passata in commissione riguardo al federalismo municipale).

Questa proposta sarà trasmessa oggi stesso al governo nazionale e nei prossimi giorni alla Conferenza Stato-Regioni. "La posizione espressa dalla Sicilia - ha commentato l'assessore all'Economia, Gaetano Armao - ha trovato ampi consensi tra i rappresentanti di tutte le Regioni. Di essa fa parte anche la perequazione infrastrutturale che per noi è e rimane condizione preliminare per sedersi al tavolo con lo Stato per l'applicazione del federalismo fiscale". In parole semplici, la Sicilia sostiene che per far partire il federalismo ed evitare che le regioni del Mezzogiorno ne siano penalizzate, è necessario prevedere un intervento per ridurre il gap infrastrutturale tra Nord e Sud.

“Trova riscontro quanto richiesto dall'Ars all'unanimità, contestando il decreto approvato dal governo”, sottolinea Armao, ricordando come l'intera Assemblea, centrodestra incluso, avesse criticato il federalismo così come partorito dall'esecutivo nazionale.

Bocciato il maxi emendamento. Regioni e province autonome compatte anche su un altro fronte: quello del no alla Finanziaria di Tremonti: il maxi emendamento al disegno di legge sulla stabilità formulato dal Governo nazionale e attualmente all'esame della commissione di merito della Camera è stato bocciato senza mezzi termini.  "Come ha precisato il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani - ha dichiarato Armao - il maxi emendamento predisposto dal Governo al disegno di legge costituisce un elemento di instabilità per i bilanci delle Regioni e degli Enti Locali per il 2011. Mentre in Sicilia proseguiamo nell'operazione verità sulla situazione economico-funzianziaria - ha proseguito Armao - la manovra del Governo nazionale rende assai difficile anche il solo mantenimento dei livelli essenziali dei servizi e delle prestazioni ai cittadini". Si preannuncia quindi un muro contro muro col governo nazionale, o con quel che ne rimane, che vede schiarati con le Regioni, anche i Comuni, anch'essi destinatari di tagli pesantissimi.

Spesa “scongelata”.
Intanto, sempre sul fornte dei conti della Regione, arriva la notizia dello “scongelamento”, anche se parziale, della spesa. Il provvedimento sblocca 120 dei 180 milioni previsti, sulla cui spesa era stato provvisoriamente posto un freno per via delle sofferenza di cassa della Regione.


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