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I pm di Palermo passano al setaccio
i conti correnti di Vito Ciancimino

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La Procura di Palermo, che indaga sui presunti investimenti del tesoro illecito accumulato dall'ex sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino, sta passando al setaccio ''la movimentazione'' dei libretti al portatore riconducibili all'ex politico corleonese, sequestrati negli anni '80 da Giovanni Falcone. Gli accertamenti servirebbero a riscontrare le rivelazioni del figlio di Ciancimino, Massimo, e la documentazione da lui consegnata ai magistrati circa presunti investimenti del padre nel complesso edilizio Milano 2, realizzato da Silvio Berlusconi. Nell'inchiesta è confluito anche l'interrogatorio della vedova di Ciancimino, Epifania Scardino, che ha raccontato ai magistrati di incontri tra il marito e il premier che sarebbero avvenuti a Milano, a partire dal '72. La donna sarà nuovamente ascoltata domani dai Pm di Palermo. Gli accertamenti sui libretti al portatore servono anche a riscontrare quanto emerge dagli scritti di Vito Ciancimino a proposito di denaro che sarebbe stato investito nel complesso edilizio. L'ex sindaco avrebbe riferito al figlio che nella realizzazione di Milano 2 sarebbero stati investiti soldi anche dagli imprenditori mafiosi Buscemi e Bonura. Secondo un'ipotesi investigativa a fare da tramite tra l'allora imprenditore Berlusconi, i costruttori palermitani e l'ex sindaco potrebbe essere stato Marcello Dell'Utri, attualmente senatore del Pdl.


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