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Lettere alla Sicilia

Se il destino è il call center

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, Cronaca
Se mi trovassi ancora nella condizione di poter decidere se andare via o rimanere dovrei molto riflettere e guardare alle possibilità che il percorso di formazione effettuato mi potrebbe garantire.
Dopo un bel periodo speso a studiare, riuscirei a trovare una sistemazione, anche precaria, ma che tenesse conto della mia preparazione e formazione?
Ci si rende sempre più conto che per poter essere appetibili sul mercato del lavoro bisogna essere sempre più preparati, formati e, inoltre, cercare, delle nicchie di formazione che restituiscano professionisti altamente specializzati in settori sempre più all’avanguardia. Stare al passo con i tempi significa anche avere la possibilità di formarsi e avere, quindi, a disposizione delle opportunità di crescita culturale che siano godibili da tutti.

Detto questo, mi sono resa conto, e a mie spese, che molte opportunità formative sono al di fuori della Sicilia e, per un isolano, se si è scelto di frequentarne una di queste, tutto diventa più complicato, soprattutto in termini economici.
Ma, ammettiamo che un individuo abbia acquisito una certa formazione e si senta pronto ad affrontare il mondo del lavoro, questa persona trova nell’isola spazio che lo possa far sentire realizzato?
Penso proprio che la risposta sia: attualmente no!

Lavoro in ambito universitario e quotidianamente sono in contatto con giovani di tutte le estrazioni sociali che hanno un unico obiettivo: formarsi per inserirsi nel mondo del lavoro, ma in un settore che tenga conto della loro preparazione culturale. Molti di loro una volta terminato il ciclo del corso di laurea triennale decidono di andare a terminare gli studi fuori dal contesto isolano, perché spesso, l’unica opportunità lavorativa che si presenta loro è, quando ci riescono, quella del call center, puro abbrutimento di risorse umane, ma pur sempre un espediente economico che aiuta quando non si è nelle condizioni di poterne fare a meno.

Alla base di tutto penso ci sia in Sicilia la mancanza di una cultura democratica che assicuri, a chi davvero lo meriti, la possibilità di prepararsi adeguatamente rispetto alle esigenze del mercato.
Se dovessi da re un consiglio ad un giovane gli direi, se ne ha le possibilità economiche, di cercare di trovare il modo di specializzarsi nell’ambito di sua competenza lì dove ritiene che ci sia il migliore diffusore di cultura del settore e poi di ritornare nella nostra Isola perché per un cambiamento dello stato attuale delle cose è necessario che ci siano tante forze nuove e di rinnovamento che si alleino ed è importante che queste non si disperdano, perché queste forze potranno essere la speranza di un futuro diverso.

Vilma Maria Costa


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