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L'intervento di Lo Bello

"Federalismo fiscale? Si salvi chi può"

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federalismo, lo bello, sicilia, Economia, Politica
Secessione? Autonomia? Antimeridionalismi? Per Ivan Lo Bello è fumo gettato negli occhi. In un suo intervento pubblicato sul Sole 24 Ore, il capo degli industriali siciliani, sembra prendere indirettamente le distanze dal governatore Raffaele Lombardo (che aveva invocato una sorta di secessione siciliana) e da Gianfranco Miccichè, fondatore di Forza Sud.

"I movimenti autonomisti siciliani vecchi e nuovi – spiega infatti – sembrano dei rigurgiti neo-borbonici" che trovano una "partecipe comprensione" in chi dei fondi stanziati per lo sviluppo ne ha fatto tappabuchi per "i disastri e i dissesti finanziari di alcuni comuni e di tante municipalizzate". Il "principio di responsabilità" è venuto meno, lasciando dietro di sè "l'esplosione del debito in questi anni". E di fronte al federalismo fiscale, che si realizza attraverso la contrazione della spesa pubblica e la responsabilizzazione degli enti locali, si salvi chi può.

Sono armi che "minacciano oggi fortemente un pezzo del ceto politico che in questi decenni ha costruito fortune politiche ed economiche – scrive il presidente di Confindustria Sicilia - su una capillare redistribuzione e gestione assistenziale e clientelare di risorse pubbliche e prerogative amministrative". Se dall'Unità d'Italia le regioni meridionali non ne hanno tratto che benefici, sarebbe questa l'evoluzione di "un'ideologia sicilianista che è sempre risultata funzionale alle esigenze d'identità e di potere dei ceti parassitari, che hanno nel tempo ostacolato il processo di modernizzazione della Sicilia e di gran parte del Mezzogiorno".


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