Live Sicilia

Noi e i giudizi inglesi

We are very bad people
Cioè: facciamo schifo


raffaele lombardo, sicilia, Cronaca
Sorry, se il titolo fosse sbagliato prendetevela con la prof di inglese. Era siciliana. Una nefasta, terribile e assistenzialista prof siciliana. Tanto si capisce il senso. L'ultimo gallo che cantò era baronetto e il il titolo è dunque un omaggio ai "lordsignori". Il gallo (the rooster), parametri economici alla mano, la sentenza scoccò: la Sicilia fa schifo. Se ne può dubitare?  Secondo il registro consueto di questa terra, l'affermazione ha quasi provocato una stordente esplosione di felicità. Quando ci sputano in faccia, ci corroboriamo. Siamo fatti così. Non è che le critiche siano infondate. E non commetteremo più l'errore tattico di opporci al coro di giubilo. Sarebbe come utilizzare il dito mignolo per tappare una voragine. Però, però... well, well, well...

Noi siciliani siamo particolari. Quando parliamo in prima persona pensiamo sempre di essere buoni (good sicilians). Sono gli altri siciliani, quelli sì, i cattivi di turno (very bad sicilians). E se diciamo "noi", intendiamo comunque operare una separazione netta tra coloro che si mangiano le nostre ricchezze e noi, tapini, travolti dalla marea che sale. Noi siamo sempre i buoni con la bandiera. Gli altri sono profittatori. Sono disgustosi nemici del popolo. E hanno pure le orecchie d'asino (donkey's ears).
Il fatto è che, per strada, nei convegni, alle poste, in pizzeria, i cattivi siciliani non si incontrano mai, ché almeno potremmo riempirli di mazzate vendicative. Tutti buoni siamo. Dov si nasconderanno 'sti fitusi?

Anche i lettori di Livesicilia sono ottimi siciliani e lo diciamo davvero, con orgoglio di essere parte di questa comunità. Ma hanno un difettuccio, un'inezia.Vogliono solo sapere - a seconda di che rito siano - se è colpa di Lombardo o di Cuffaro. Niente altro. Gli basta. Si accontentano di un bersaglio verso cui mirare.
Sì, noi buoni siciliani siamo fatti così. Non ci interessa cambiare. Riusciamo a dividerci tra rabbia di noi stessi e rassegnazione, senza avvertire la ferita dell'incoerenza. La rabbia non muta il paesaggio perché è già rassegnazione.  E noi preferiamo continuare nell'indecenza di una routine indecente, purché ci garantiscano almeno due placebo quotidiani. Un capro espiatorio. Una copia di giornale estero che ci urli in faccia gli errori dei siciliani cattivi. The others, of course.


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