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Il sesso e la politica anche da noi

U' Bunga Bunga

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bunga, perla genovesi, Cronaca
Una volta Mino Martinazzoli mormorò pressapoco: che razza di Paese è l'Italia. Sollevi un sasso e spuntano le serpi. C'era Tangentopoli in corso.  Ora si rischia di pestare una sostanza appiccicaticcia e maleodorante: il Bunga Bunga. Che tempi difficili! Già, perché poi bisognerà pure stabilire il primato della corruzione pubblica. Erano meglio quei democristiani da sagrestia che, al massimo, trafficavano con la mafia e rubavano (l'avvocato Martinazzoli era onesto)? O sono più ribaldi - nella graduatoria del ribaldume - questi presunti Ganimede che si accoppiano con minorenni dall'aspetto deteriorato di donne coatte e  malvissute?

Il ragionamento, si capisce, si può coltivare a prescindere dalle eventuali conferme giudiziarie del pecoreccio e ribollente materiale dissezionato dalla cronaca. Ma non c'è mica bisogno di questurini o magistrati per sentenziarlo: questo tramonto imperiale odora di lenzuola irrancidite dal coito trasgressivo, di sperma cagliato, di trans-umanze verso forme fantrasmagoriche di penetrazione. E le facce sono diverse. Ieri regnavano i doppimenti Dc con la pappagorgia, quasi un presagio di appetiti formidabili che mai un onesto cibo avrebbe saziato con le sue oneste calorie. Volevano mangiare di più. Oggi comandano le guance cascanti per le troppe polluzioni notturne. L'occhio del potere è vacuo, assente...

Semplice tracciare una derivazione genetica. I festinanti di adesso sono i discendenti e pronipoti dei socialisti di una volta. Ma almeno Martelli, tra Malindi e presunti spinelli, aveva anche una biblioteca ben fornita. Aveva letto Sartre.  Questi, al massimo, hanno visto "La polizia si incazza". E la chiamano cultura. La sapienza del Bunga Bunga.

E noi come la racconteremo l'Italia a chi non c'è? Come narreremo i volti, i piani americani, le dissolvenze, i giorni di Silvio e quelli della Dc, avendo vissuto in entrambi i frangenti, sia pure in età differenti? Alla fine, per ciò che attiene alle nostre identità, posto che la politica sia rappresentanza e identità collettiva, il dilemma è logico. Siamo più ladri o puttanieri? Siamo più serpi o più Bunga Bunga?


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