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La presentazione di Forza del Sud

Il giorno di Gianfranco Miccichè:
"Nasce un nuovo meridionalismo"


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Gianfranco Micciché ha stregato tutti, questa mattina, all'assemblea costituente di Forza del Sud. Nel suo discorso durato poco meno di un'ora in un teatro Politeama strapieno di gente sono rimasti tutti con gli occhi sgranati e le bandierine in mano ad ascoltare ogni singola parola del loro nuovo leader. “Sono presenti oltre seicento amministratori locali” ha detto il fondatore del nuovo partito, Forza del Sud. Facce note e meno note tra le prime file della platea, dal ministro Stefania Prestigiacomo, all'ex vicepresidente della Regione Michele Cimino, a Titti Bufardeci, Cateno De Luca e tutti i deputati di forza del Sud all'Ars, Pippo Fallica insieme a una trentina di deputati nazionali eletti sia in Sicilia che nelle altre regioni del sud. “Oggi con Forza del Sud nasce  un nuovo meridionalismo italiano – ha detto Micciché – è un'operazione politica emozionante, vogliamo rappresentare un popolo produttivo e non parassitario, vogliamo una burocrazia che produca entrate, piuttosto che gestire uscite, vogliamo essere il partito del sì”.

Gianfranco parla e centinaia e centinaia di occhi restano incantanti ad ammirarlo, centinaia e centinaia di orecchie lo ascoltano. “Non è facile ottenere qualcosa in più – dice Micciché – quando ci viene contestato che non siamo stati in grado di spendere quanto ricevuto precedentemente. Il film è finito, soldi dallo Stato non ne arrivano più. Per questo dobbiamo essere capaci di incidere sulle entrate. Caro Raffaele Lombardo, invece di parlare di inutili secessioni, cominciati a chiamare i tuoi burocrati e pretendi da loro qualche ‘sì’ in più”.

Dopo le sue valutazioni sul governatore regionale, Micciché si è rivolto anche ai leader nazionali, a cominciare da Casini, che aveva commentato la nascita di questa nuova ‘lega arancione’ dicendo che avrebbe definitivamente diviso il Paese in tre. “Caro Pierferdinando – ha precisato il leader di Forza del Sud – parli proprio tu, che fino a qualche tempo fa riuscivi a definire il Mezzogiorno soltanto come un’ora prima dell’una o un’ora dopo le undici”.

Poi Micciché ha cambiato registro e si è rivolto a un amico di lungo corso: “Non è un mistero per nessuno che il mio affetto per Silvio Berlusconi sia molto intenso. Ma amo di più la Sicilia, per questo lo avviso: la fedeltà non è infinita. Se è possibile, presidente Berlusconi, ci metta nelle condizioni di stare dalla sua parte. Noi non nasciamo come un’anti-Lega. Anzi, nasciamo proprio per ottenere quello che la Lega ha già ottenuto, per fare quello che la Lega ha già fatto. Avrei potuto accettare un Ministero e seguire la gloria personale, ma sono stanco di essere mortificato da questi Unni che ci guardano con sufficienza”.

Un ultimo pensiero, infine, Micciché lo ha lanciato al centrodestra dell’Isola: “Sono pronto a farmi carico – ha detto Micciché – della ricostruzione del quadro politico del centrodestra”. Insomma, Forza del Sud e cerca già di costruire, d’altronde il suo leader non ha lasciato spazio all’interpretazione con il suo augurio che si arrivi a una “proposta unitaria del centrodestra per le prossime regionali”.


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