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Violante accusa Ciancimino. E Il Foglio...

Tutti i dubbi su Massimo


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Bisogna andarci cauti quando si parla e si scrive di Massimo Ciancimino. Noi crediamo che le intimidazioni a suo danno non siano acqua fresca. C'è di mezzo pure un bambino. E ci vuole prudenza. Da cronisti, però, registriamo un mutamento di clima di cui dobbiamo dare conto. Dalla fiducia si è passati al sospetto. Fiducia e sospetto c'erano anche prima. Sono diverse le percentuali. Fino a qualche tempo fa, Ciancimino jr bucava video e giornali. La sua storia di rampollo della mafia in cerca di un altro destino convinceva. Salvatore Borsellino gli sedeva accanto nelle università e lo accreditava, con la sua presenza. Questo diffuso movimento di simpatia accendeva automaticamente la lucetta della credibilità che adesso appare, perlomeno, intermittente.

Il contesto è cambiato, virando verso il sospetto. Le ragioni? Come cambia il vento in Italia... "Il Foglio" - giornale di destra, nel suo modo urticante e naif - scrive delle "rivelazioni insinuanti di Massimo Ciancimino". Ma c'è pure "Il Riformista" che pubblica un'intervista a Luciano Violante. E Violante (metaforicamente) spara a palle incatenate sul figlio di don Vito che si starebbe ritagliando un ruolo di "manovratore". Non c'è grande feeling tra i due e non sono giudizi completamente inaspettati. Tuttavia, abbiamo proprio l'impressione di un corposo mutamento di rotta. I dubbi crescono e prendono il posto, magari senza troppo raziocinio, dei campi ormai disseccati di passate simpatie e concessioni di credito sulla parola.

Chi è Massimo Ciancimino? Ci siamo affollati tutti, cronisti e non, intorno alla domanda, perché è essenziale. Il viso rivela una fragilità metodica, racconta un intimo tormento. Suo padre Vito, invece,  aveva un volto corrotto da potente, sfigurato dall'uso deturpante del potere. Le ferite tra i lineamenti di don Vito erano le cicatrici di Palermo, dissipata e crocifissa dal suo regno. Massimo appare più delicato e potrebbe essere una maschera da attore sopraffino. Chi saprebbe distinguere la verità, se la bugia avesse il talento e la sfrontatezza di indossarne l'abito?

Resta la faccia dell'enigma, imperscrutabile. La risposta agli interrogativi è dietro la cassaforte di quell'espressione. Lì c'è la coscienza - retta o nefasta - che ha ordito la stoffa della storia, intrecciata con politica, cronaca e giurisprudenza. Dov'è il passepartout del segreto?
Livesicilia cerca sempre di fornire una chiave ai suoi lettori e non si sottrarrà al compito, nemmeno adesso. La chiave è l'onestà, la toppa in cui infilarla è il dubbio. Il dubbio sincero, non la ghigliottina travestita da interrogativo di Violante. Le risposte arriveranno, ma sarà meglio perseguirne l'accuratezza più che la sveltezza. In ballo ci sono la verità e la vita di (almeno) un uomo.


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