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Giuseppe Lupo in esclusiva su Livesicilia

"Ora vi racconto il mio Pd"


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giuseppe pd, intervista, partito democratico, sicilia, Politica
Giuseppe Lupo, segretario pro tempore del Pd in giorni di vascelli politici beccheggianti in mezzo alla tempesta, è un nocchiero che ispira umana simpatia. Per essere un onesto uomo di fede che coltiva il dubbio fino al cilicio dell'intima consunzione. Per i sorrisi adolescenti che ogni tanto si concede e che lasciano intendere prati fioriti d'ironia, sotto l'impermeabile pieno di pioggia. Per la signorilità con cui ha sopportato il piombo rovente delle critiche a petto in fuori. E noi di Livesicilia teneri non siamo stati.
Insomma, uno così viene pure voglia di intervistarlo. Il dialogo si tiene nella sede del Pd in via Bentivegna, tra caffè, bicchieri d'acqua, letture di giornali, sotto la dolcissima sorveglianza dell'addetto stampa: la brava e bella Nadia La Malfa.

Segretario Lupo, ha visto la foto di gruppo. Che effetto le fa?
"Che foto?".

L'immaginaria foto che la ritrae a braccetto con Raffaele Lombardo. Storie politiche diverse, lontane. E lei disse: il lombardismo è l'altra faccia del cuffarismo. Invece state insieme. Come mai?
"Ci sono fatti nuovi. Berlusconi è al tramonto. C'è l'occasione di toglierlo di mezzo, per il bene della Sicilia e dell'Italia. Questo processo può cominciare dalla Sicilia. Sbaglieremmo a sottavalutare i colpi di coda del premier che metterà in campo il suo potere non piccolo".

Il fine giustifica i mezzi all'Ars come in Parlamento?
"Mai".

Allearsi con chiunque a occhi chiusi, pur di mandare a casa il tiranno?
"No, dobbiamo tenere gli occhi apertissimi. Il frangente è delicato. Io non voglio vincere a tutti costi, ma non voglio nemmeno perdere sempre".

Il fatto nuovo?
"Lombardo è nel terzo polo e ha rotto con Berlusconi, è un elemento di cui si deve tenere conto o no?".

Amarcord Pd. Veltroni è stato bruciato troppo presto?
"Un leader non abbandona un partito in difficoltà. Ha sbagliato ad andarsene. Il coraggio di Franceschini ha bloccato il crollo dei democratici".

Bersani come va?
"Il mio giudizio è positivo".

Che ne pensa di quegli orrendi cartelloni con la gigantografia bersaniana che appestano le nostre città, tanto sono mal concepiti?
"Non piacciono nemmeno a me".

Però?
"Se ne parla, comunque".

Era un diversivo, segretario. E' proprio sicuro che Lombardo abbia rotto con Berlusconi?
"Sì, anche Pistorio lo dice...".

Bè, allora...
"Lo dicono i fatti, cioè".

Di cosa va fiero, segretario?
"Su un punto sono stato irremovibile e ho avuto ragione. La rottura tra Lombardo e Miccichè".

Che compito vi attende?
"Dobbiamo governare la transizione e dare contemporaneamente un orizzonte di speranza e di cambiamento alla Sicilia. Vogliamo che il Pd cresca. E vogliamo allargare il campo della discussione per futuribili intese".

Chi potreste coinvolgere?
"Io parlo con tutti. Penso all'area centrista e specifico. Penso all'Udc "scuffarizzata" e all'Mpa come forte realtà territoriale. Il know how riformista ce lo mette il Pd. Ma mi confronto pure con "Sinistra Ecologia e Libertà". Le aperture di Vendola sono materia sui cui riflettere. Noi lavoriamo per l'Italia e per la Sicilia. La nostra missione è eliminare il ritardo della nostra isola e procedere su un sentiero virtuoso,  in un quadro armonico di coesione solidale del Paese. Pure Lombardo si è accorto che il federalismo come è concepito risulterebbe una catastrofe".

Dunque, doppia azione?
"Sì, a livello nazionale e locale".

L'obiettivo?
"Vincere con gli occhi aperti".

Realtà locali, formuletta magica. Si comincia a chiacchierare di sindacatura a Palermo. Primarie sì o no?
"Non sono un fanatico delle primarie, ne riconosco l'importanza a certe condizioni".

Cioè?
"Il problema è il progetto. Se si costruisce una proposta unitaria e poi si individua una personalità alta che va bene a tutti, perché creare potenziali divisioni con le primarie?

Leoluca Orlando andrebbe bene?
"Non escludo nessuno. Prima viene il progetto, poi il nome. Il centrodestra prende le distanze da Cammarata e lo farà di più all'approssimarsi della scadenza. Vogliono far dimenticare che Cammarata è stato ed è il sindaco di Berlusconi. Siamo ancora lontani dal calcio d'inizio, ci sarà tempo per discutere. Un dato a prescindere: è necessario modificare la legge elettorale degli enti locali, intoducento la doppia scheda per garantire un surplus non rimandabile di democrazia".

Torniamo alla foto di gruppo. Ci sta bene con Lombardo, segretario?
"Il governo ha realizzato molte cose di sinistra, nostre battaglie antiche e nuove. L'importante era portarle a casa. L'ho imparato nel sindacato: non si scelgono gli interlocutori".

Come sono i rapporti tra Lupo e Cracolici?
"Buoni, di confronto aperto. Aspro, se occorre".

Lei era una star del sindacato. Papabile per luminosi futuri nazionali. Com'è che si trova in questo ruolo non semplice da gestire.
"Ho scelto di impegnarmi in politica, direttamente. Franceschini mi ha chiamato alla segreteria nazionale. Da cosa nasce cosa. Ho avuto il sostegno di persone carismatiche come Rita Borsellino e Rosario Crocetta. Sono qui. Non sono pentito".

Con Rita Borsellino i rapporti si sono deteriorati.
"Niente affatto, ci siamo sentiti fino a ieri. Rita è portatrice di una visione critica che è utile e che rispetto".

Lei è un uomo di fede, segretario.
"E' un complimento. La ringrazio".

Si è parlato dei suoi legami con l'Opus Dei. Le sue convinzioni religiose, i suoi rapporti in quell'ambito, non potrebbero risultare in contrasto col suo mandato?
"Il Pd prende le decisioni nei suoi organismi e non appartiene a nessuno. La laicità del partito è una garanzia per credenti e non credenti, ci mancherebbe. Al segretario, oltretutto,  spetta una dose maggiore di equilibrio e responsabilità. Ho risposto?".

Ha risposto.


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