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Il figlio di Guazzelli ringrazia i carabinieri

Su Facebook si litiga sul latitante
"Fiera di essere sua nipote"


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facebook, gerlandino messina, Cronaca
La figlia di Anna Messina, sorella di Gerlandino, il killer mafioso latitante arrestato l'altro ieri ad Agrigento, difende lo zio su Facebook provocando una botta e risposta con altri giovani agrigentini. Lo scorso febbraio, un'altra sorella di Messina, Angela, difese sempre su Facebook l'altro fratello, Fabrizio, che era stato assolto dall'accusa di mafia ma a gennaio fu arrestato per l'omicido di un imprenditore nel Varesotto.

Scrive la nipote del mafioso: "'Sto cretin'o come affermi tu é mio zio e sono fiera di essere sua nipote. E' una persona bellissima e che amo più della mia vita. Ognuno di voi che siete qui a giudicare pensi per i fatti propri, invece di farsi quelli degli altri.... e invece di parlare sappiate bene le cose. Mi spiace essermi abbassata a certi livelli rispondendo ai vostri commenti. Ma non ho potuto fare a meno, amo mio zio e lo difenderò contro tutto e tutti...e contro certe persone vigliacche come voi".

Le risponde una ragazza: "Quindi stai praticamente affermando di essere fiera di avere uno zio che ha assassinato un maresciallo dei carabinieri? Per non parlare poi del fatto che era il secondo maggiore esponente di Cosa nostra. Non so se mi spiego. Wow complimenti". La nipote di Messina viene difesa anche dal suo giovane fidanzato.

Scrive poi il titolare della bacheca di facebook dove si è animato il dibattito: "Premesso che io rispetto qualsiasi legame affettivo e di parentela di qualsiasi persona mafiosa o non mafiosa, onesta o non onesta. Ma vi prego, e ve lo dico cortesemente, di non scrivere sulla mia bacheca che un mafioso, perche parente o non parente, è bravo, buono o altro. Solo per il rispetto alla famiglia del maresciallo Guazzelli, alla famiglia del piccolo Di Matteo e tante tante altre famiglie. Siamo un paese democratico e tutto ciò che si pensa si puo dire senza problemi anche manifestare il bene che si vuole ad uno zio. Ma per favore non stravolgiamo la realtà delle cose".

Proprio dalla famiglia Guazzelli arriva un ringraziamento alle forze dell'ordine. "Non è di certo un arresto che riuscirà a ridarmi l'affetto di mio padre, ma è comunque una grande risposta dello Stato. La giustizia vince sempre". Lo ha detto , figlio del maresciallo dei carabinieri Giuliano, ucciso sul viadotto fra Agrigento e Porto Empedocle nell'aprile del 1992. A sparare, da un Fiat Fiorino che precedeva la Fiat Ritmo del sottoufficiale dell'Arma, c'era Gerlandino Messina, Joseph Focoso di Realmonte, Giuseppe Fanara e Salvatore Fragapane di Santa Elisabetta, Simone Capizzi di Ribera e Salvatore Castronovo di Agrigento, tutti condannati all'ergastolo, e Alfonso Falzone di Porto Empedocle, condannato a 18 anni per aver collaborato con la giustizia.

"Ringrazio i carabinieri per questa risposta - ha aggiunto Guazzelli - e incoraggio tutti i giovani militari a fare il loro dovere, che mio padre sia per loro un esempio dell'antimafia".


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