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La scomoda verità

Il dottor Marchionne e Mister Fiat
(Ma stavolta non è colpa sua)


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fabbrica, fazio, fiat, sergio marchionne, Politica
Mister Fiat ha detto: "La Fiat potrebbe fare di più se potesse tagliare l'Italia. Nemmeno un euro dei 2 miliardi dell'utile operativo previsto per il 2010 arriva dall'Italia. La Fiat non può continuare a gestire in perdita le proprie fabbriche per sempre". Sergio Marchionne è fatto così. Va in giro con un golfino rassicurante e lo chiamano "Dottor Marchionne". Poi il suddetto indossa il cipiglio da Mister Fiat e mena mazzate ovunque. Il problema è che stavolta (purtroppo) ha ragione. La volete più delicata la botta? Diciamo che non ha torto.

Sergio Marchionne non è un francescano, non è un benefattore dell'umanità. E' certamente un uomo che deve tenere presente il significato sociale e umano del lavoro, ma deve anche curare il profitto. Nel concetto espresso che tanto tremare il mondo fa, c'è il riflesso di una verità semplice semplice. Ed è per questo che quell'idea muove alla paura, perché radiografa l'esistente. L'Italia è un Paese attraversato la lunghissimi deserti. Un Paese in rovina. Chi investirebbe su una comunità diroccata?

Le strade per uscire dal Sahara collettivo dovrebbe indicarle la famosa politica, col famoso modello di sviluppo. Sarebbe bello viaggiare sulla locomotiva a velocità sostenuta, senza lasciare morti o feriti indietro, secondo l'insegnamento democratico. Ma la politica latita. A Roma è una questione di processi, a Palermo è un turbinio di collage con reciproche accuse di ascarsimo e contiguità. Scusate, è colpa di Marchionne?


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