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Il Tar dice che ha ragione

Ribera, resta in carica il sindaco
che vinse contro se stesso


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Ti piace vincere facile? diceva un recentissimo spot. E giusto per non scomodare necessariamente l'epoca delle comunicazioni di massa, si può fare riferimento al classico "proverbio della nonna": "Chi corre da solo, non perde mai" recita un vecchio adagio. A Ribera, più o meno, ha funzionato così. Il sindaco attuale, Carmelo Pace, è stato eletto alle ultime amministrative in maniera assai "curiosa", originale. Un'elezione che non ha mancato di scatenare polemiche, ironie e sospetti. E anche un ricorso al Tribunale amministrativo. Il motivo? Il rivale era Lillo Smeraglia. Uno dei migliori amici di Carmelo Pace, e "compagno" da anni nell'Udc. Ma non è tutto qua. Anzi. Nella lista del grande amico, c'erano la madre e la moglie, di Pace, mentre il cognato era stato designato assessore da Smeraglia.

Inutile dire che si trattava di una "lista civetta", utile ad aggirare una complicazione. Nei casi di elezioni a sindaco con un solo candidato, infatti, la legge prevede, affinché l'elezione sia valida, il raggiungimento del 50%+1 dei votanti. Pace, ovviamente, fu eletto con oltre l'85 per cento dei voti. Scatenando le ire soprattutto del Pd, scesero in campo allora, anche con Rosario Crocetta e Beppe Lumia. E alla fine, come detto, il ricorso al Tar avanzato da esponenti del Pd locale Alfonso Di Carlo, Giuseppe Di Salvo e Calogero Venturella. Un ricorso respinto, ieri, dal Tar sicilia Palermo che ha condiviso l'eccezione formulata dal difensore del Comune di Ribera, Girolamo Rubino e dai legali dei consiglieri comunali costituiti in giudizio, gli avvocati Giuseppe Impiduglia e Lucia Alfieri. Secondo gli avvocati, infatti, in merito alla partecipazione alla competizione elettorale della lista capeggiata da Smeraglia si sarebbero verificate le condizioni sancite da una legge del 1960 che subordina la validità delle elezioni, come detto, al raggiungimento del quorum.

Carmelo Pace, in quella tornata, ha riportato 10.001 voti, ossia l'85,38 % delle preferenze, mentre il candidato Smeraglia ha riportato 1713 voti ovvero il 14,62 % dei voti, ed alla tornata elettorale elettorale hanno partecipato 12.259 elettori su 20.077 iscritti alle liste elettorali (oltre il 61%). Superata, così, quella che la legge denomina come "prova di resistenza". Insomma, in parole povere, il sindaco avrebbe vinto anche senza la presenza della "lista civetta". E resta in carica. Gli avversari dovranno mettersi l'anima in...pace.


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