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Esperti a confronto
sul futuro del credito


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"Quale futuro per il credito in Sicilia?": è questo il titolo della tavola rotonda che si è tenuta lo scorso pomeriggio nella sede della Fondazione Banco di Sicilia, nella palermitana Villa Zito.

All'iniziativa, moderata da Felice Cavallaro e conclusa da Giuseppe Sopranzetti, hanno partecipato Alessandro Scelfo, Massimo Maniscalco, Alessandro Albanese, Roberto Helg, Rossana Giacalone Caleca, Marcello Cacace, Salvatore Malandrino, Pietro Cirrito, Giuseppe Mistretta, Luca Bianchi, Pietro Busetta, Antonio Cognata, Carlo Dominici, Marco Venturi, Andrea Piraino, Giuseppe Lupo. I relatori intervenuti hanno discusso di diversi temi legati all'economia e al credito cooperativo, tra cui le aspettative delle piccole e medie imprese in tema di erogazione del credito in Sicilia, la nuova organizzazione del settore bancario in Sicilia per i prossimi anni, l'esistenza di un eventuale gap tra richieste delle imprese e servizi offerti dalle banche, il ruolo propositivo della cultura economica siciliana, l’opportunità che siano la classe dirigente e la politica a regolare la sintesi tra diverse esigenze meritevoli di tutela.

La riflessione sul tema del credito cooperativo nell'Isola nasce a partire dai confortanti dati relativi alla prima metà dell'anno, che dimostrano come a giugno 2010 le banche di credito cooperativo rappresentassero l’unica presenza bancaria in 551 comuni italiani, mentre in altri 538 comuni avevano solamente un concorrente. In Sicilia operano 29 istituti di credito cooperativo con 164 sportelli.

“Oggi più che mai – ha commentato Giuseppe Mistretta, presidente della Banca di Credito Cooperativo Don Rizzo – quello a cui si assiste è una segmentazione del mercato bancario, che ha appunto creato un maggiore spazio d'inserimento per il credito cooperativo, considerato sempre più dalle grandi banche come il collegamento finanziario coi territori. Per questo motivo – ha concluso Mistretta – gli istituti di credito cooperativo sono diventati oggi un vero e proprio punto di riferimento per le esigenze finanziarie delle famiglie, delle piccole e medie imprese e dell'artigianato”.


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