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Bacinovic, Ilicic e la fortuna

La beata pallina


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bacinovic, ilicic, maribor, Sport
Per favore, trovatelo. Cercatelo, fermatelo, portatelo in trionfo, fatelo accomodare sulla sedia gestatoria e a braccio portiamolo a San Pietro con gli striscioni "santo subito". Chi? Come chi? Ma l'uomo, la donna, il bambino, chiunque sia stato, che con la sua mano santa ha tirato fuori dall'urna dell'Europa league la pallina del Maribor, accoppiandola a quello del Palermo. Santo subito, per direttissima. Perchè è soprattutto per quell'ignara manuzza, oltre che per il fiuto di Sabatini, che il Palermo 2010-2011 ha trovato una quadratura, sorprendente, insperata, micidiale. Quei due carneadi dai nomi impronunciabili, arrivati in Sicilia tra lo scetticismo generale, si stanno rivelando non solo due signori calciatori, ma due perni fondamentali nelle geometrie di Rossi, due elementi chiave della fisionomia del nuovo Palermo.

Se Ilicic e Pastore tubano come i fidanzatini di Peynet, si scialano di tacco e punta e seminano il panico sulla tre quarti di tutti i campi d'Italia (finalmente Barbera incluso), il buon Bacinovic muto muto s'è preso il posto dell'intoccabile Liverani, detta i tempi del centrocampo optando con saggezza sempre per la scelta più semplice, si toglie persino lo sfizio di segnare mostrando freddezza da veterano e mandando in visibilio la Favorita, con i tifosi a rischio di etilometro per l'eccesso di calcio-champagne. Grazie manuzza santa. Grazie Maribor. E grazie Palermo. Facci divertire ancora.


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