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Lombardo sul federalismo

"Il governo deve colmare il divario"


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federalismo, governo, raffaele lombardo, Politica
Raffaele Lombardo come Masaniello, capo di una ribellione? La Sicilia alla guida delle regioni speciali? Scrive il governatore Raffaele Lombardo sul suo blog: "Abbiamo chiuso una intesa importante. Abbiamo costruito la posizione delle regioni a Statuto speciale visto che il governo ha creduto di dimenticarlo ma nella legge delega sul federalismo era previsto che le regioni a Statuto speciale avessero un rapporto diretto con il governo stesso per definire un decreto per ogni regione.

Nel decreto legge di dieci giorni fa sul federalismo invece il governo ha finto di dimenticarlo ed ha fatto un decreto che vorrebbe valesse per tutti ma non vale per noi. Bisogna discutere, anche perché abbiamo situazioni diverse. Le isole hanno una condizione, noi siamo obiettivo 1. La Sardegna no ma è in una situazione certamente di difficoltà. Trentino e Valle D’Aosta sono tra le regioni più sviluppate quindi ci vuole una contrattazione particolare.

Lo abbiamo ricordato al governo e  gli emendamenti al decreto preparati dalla Sicilia, che è la regione forte tra quelle a statuto speciale per consistenza di popolazione, per forza, per forza politica e anche per quella che è la nostra determinazione, la nostra posizione è passata in conferenza delle regioni. Un altro punto importante che abbiamo fatto valere è questo: sempre nella legge delega sul federalismo si parla di perequazione infrastrutturale, il che vuol dire che il governo, prima di fare partire il federalismo, deve fare una ricognizione sullo stato delle infrastrutture ed impegnarsi a colmare il divario.

Nella buona sostanza non può esistere un federalismo che sia utile alle regioni ricche del nord e che nel frattempo non colmi il divario delle infrastrutture. Ad esempio, se noi abbiamo una ferrovia vergognosa, la Catania-Palermo, per cui per venire a Palermo, tutte le settimane, io dovrei metterci 4 ore e mezza per percorrere 180 chilometri, il signor governo, prima di imporci il federalismo, si è impegnato a dirci in che termini e con quali risorse intenda fare una linea veloce che mi consenta di percorrere quel tragitto almeno in un’ora e mezza, ad una modestissima velocità di 120 chilometri all’ora.

Vogliamo sapere di queste ferrovie, dei porti, dell’anello autostradale ecc. in maniera tale che nell’arco di un tempo ragionevole, così come capita tra Verona e Venezia ed altrove al nord, siamo dotati anche noi di strade, autostrade, aeroporti all’altezza e anche di alta capacità se non velocità ferroviaria.

Questo tema lo abbiamo sollevato con forza. La piega del federalismo sarebbe che intanto si fa il federalismo, che le regioni forti diventano sempre più forti e che noi poi si vedrà, quando ci sarà un governo che si accorge di qual è la situazione di un’Italia che l’anno prossimo festeggerebbe i 150 anni dall’Unità ma che non è mai stata divisa come oggi dal punto di vista delle infrastrutture e da altri mille punti di vista.

Questo è il discorso che abbiamo avviato e che ha fatto sì che la Sicilia assumesse un ruolo di guida relativamente a queste tematiche con le altre regioni rispetto al governo centrale".


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