Live Sicilia

Cuffaro a Livesicilia

"Spero di tornare"


Articolo letto 552 volte

cuore, gente, Politica, totò cuffaro, Politica
"Se nel cuore dei siciliani è ancora vivo il buon ricordo amministrativo, e l'apprezzamento nei miei confronti, questa fiducia mi ripaga, anche se solo in parte, dei tanti sacrifici fatti e degli sforzi compiuti in questi anni". E' questo l'abbraccio simbolico che Salvatore Cuffaro, all'uscita dell'udienza che oggi ha visto l'inizio delle arringhe difensive, dona ai lettori di Livesicilia che rispondendo al nostro sondaggio hanno dichiarato la loro eventuale propensione a rivotare l'ex presidente della Regione. "In questo momento sono impegnato in uno sforzo fisico e mentale per difendermi nella mia vicenda personale, umana e politica - prosegue Cuffaro -. Ho scelto con grande dolore, e Dio solo sa quanto mi costa, di allontanarmi dalla politica per concentrarmi sulla mii difesa e leggere gli atti del processo che mi riguarda".

Una scelta difficile per il senatore ex Udc, dunque, giunta forse in ritardo: "Non mi dimisi subito perchè nel primo tempo - continua - ritenni prioritario continuare ad onorare l'impegno che i siciliani mi avevano chiamato a svolgere. Oggi resto fermo nelle mie posizioni, manifestando il più assoluto rispetto sia nei confronti di chi mi dovrà giudicare, ma anche per i pubblici ministeri".
Una condanna in secondo grado per favoreggiamento aggravato, e un processo, per concorso esterno, svolto con il rito abbreviato: impedimenti che se di fatto separano Totò Cuffaro da un impegno attivo nell'agone politico, non appaiono per il senatore ostacoli insormontabili: "Un ritorno attivo? Non escludo nulla - dice -. Anzi, se la gente conserva questo apprezzamento, spero vivamente di poter tornare ad onorarlo. Ma tutto è sempre connesso alle mie vicende giudiziarie. Un'assoluzione segnerebbe senz'altro il mio ritorno. Se non dovesse esserci un esito positivo, invece, smetterò giocoforza definitivamente con la politica per pagare il mio conto con la giustizia".

A vederlo chino sul banco degli imputati, il viso di Cuffaro sembra, anzi è, distante anni luce da quell'immagine che fino a pochi anni fa campeggiava sorridente sui cartelloni ad ogni angolo della Sicilia. Si è sentito tradito dalle istituzioni? "Niente affatto - risponde il senatore -. Credo piuttosto che chi ha rappresentato al massimo livello le istituzioni abbia il dovere di mantenere sempre il rispetto nei confronti delle regole e accettarne le conseguenze. E' facile - aggiunge - declamare e tessere le lodi delle istituzioni quando non vieni messo alla prova. Io sono stato messo alla prova, in maniera pesantissima, ma mantengo per intero la mia scelta di rispetto". E le scelte di partito? "La scelta di rispetto delle istituzioni - risponde Cuffaro - è prioritaria a qualsiasi scelta di rispetto nei confronti dei partiti. Le istituzioni vengono prima dei partiti, e questi hanno un ruolo solo nel momento in cui fanno crescere le istituzioni stesse. Se i partiti si sostituiscono alle istituzioni è un errore. Ed è quello che sta accadendo adesso, con una sovversione degli interessi". Oggi l'avvocato Mormino ha avviato il lungo iter delle arringhe difensive. E poi? "Se la magistratura dovesse ritenere che oltre a far crescere la Sicilia, io abbia favorito la mafia, e in cuor mio so che non è vero, e dovesse emettere una condanna in tal senso - conclude -, rispetterò la sentenza e chi l'ha emessa".


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php