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In ricordo di Lucia, morta a 21 anni

Se Facebook diventa Spoon River


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facebook, incidente, lucia sorbello, Cronaca
Non è che i vivi abbiano troppi espedienti per non fare andare via i morti, non subito almeno. Il distacco è inesorabile. Il timbro della voce dell'altro si dissolve.  Il volto è una decalcomania esile. Le braccia circondano l'aria, la stringono. La memoria si aggrappa a tutto, in certe sere d'autunno, quando sei solo e vorresti ricordare. E vuoi ricordare perché ti senti solo, perché ti sembra impossibile che una cosa breve come la morte riesca a seppellire il cammino lunghissimo della vita. C'è la poesia. Ci sono le lapidi di Spoon River, c'è Edgar Lee Masters con la sua antologia, o forse c'è una canzone di De Andrè che l'ha rivisitata: "Dove Jones il suonatore che fu sopreso dai suoi novant'anni e con la vita avrebbe ancora giocato?". Frammenti dei versi del poeta maledetto, Francois Villon: "Mais ou sont le neiges d'antan? Dove le nevi dell'altro anno?".

Lucia Sorbello, siracusana, innamorata, morta a Sharm El Sheik in un incidente aveva scritto su facebook: "Nella vita il coraggio non deve mai mancare....bisogna lottare per sconfiggere gli ostacoli....avere la forza di rialzarsi se si cade...la vita è una delle sfide più belle....". Ora dicono che sulla bacheca siano fiorite altre parole, per ricordare Lucia e la sua gioia di vivere spezzata a ventun anni. E' una Spoon River virtuale. Si depone un fiore per avere l'illusione della continuità dell'affetto, per dare l'idea di scambiarsi ancora fiati e discorsi.
Forse abbiamo trovato il vero cuore, la sincera missione di Facebook. La Spoon River dei giorni nostri per le lapidi del nostro muscolo cardiaco. Per Lucia che fu sopresa dalla sua giovinezza e dall'ombra, proprio davanti al sole.


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