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Il processo Mori

Ciancimino vero o falso?


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Il processo Mori ha riservato delle sorprese descritte dalla cronaca. Livesicilia, tramite Andrea Cottone, ha fornito la puntuale replica dell'interessato, cioè Massimo Ciancimino. I giornali oggi ripropongono l'antico enigma, il vecchio dibattito sulla genuinità o sull'adulterazione presunta del verbo cianciminiano. La questione è tornata prepotentemente alla ribalta, con esiti diversi. Pezzo di Riccardo Arena per "La Stampa". Titolo: "Berlusconi e la mafia, il falso di Ciancimino". Pezzo e svolgimento: "Stavolta la manipolazione la rilevano i consulenti, chiamati dalla Procura a verificare l'attendibilità e la provenienza dei documenti prodotti da Massimo Ciancimino".

Scrive 'La Stampa': "Al processo di Palermo contro il generale Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu, imputati di favoreggiamento aggravato nei confronti di Bernardo Provenzano, una presunta manovra sulle carte era stata rappresentata, all'udienza del 28 settembre, dall'imputato principale, Mori. L'ex direttore del Sisde aveva mostrato in aula la sovrapposizione tra due documenti: da uno stesso originale ne sarebbero stati ricavati due.

Ieri un'operazione simile è stata fatta notare su un'altra carta prodotta dal super-teste dell'indagine sulla trattativa mafia-Stato, da Maria Vincenza Caria e Marco Pagano, del gabinetto di polizia scientifica di Roma, nominati dal pm Antonio Ingroia e Nino Di Matteo. Pronti a confermare che due originali sono stati messi insieme, qualche parola è stata spostata dall'uno all'altro ed è stato realizzato un collage suggestivo, perché assieme ad appunti scritti a stampatello da Massimo Ciancimino su "rapporti Dell'Utri", assieme a riferimenti a "Milano-Gelli-Bono-Calvi", c'erano parole scritte dallo stesso don Vito: "Berlusconi-Ciancimino" e, più in basso, "Milano truffa assicurazioni". Secondo quanto hanno riferito i consulenti, l'ex sindaco mafioso di Palermo, i riferimenti a Berlusconi li aveva scritti: non in quel contesto ma in un altro appunto".

Così Arena sulla Stampa. Scrive invece Giuseppe Lo Bianco su 'Il Fatto Quotidiano' un altro articolo, dal titolo: "Autentici i pizzini di Ciancimino". Svolgimento: "Cinquantatrè dei 55 documenti attribuiti "con certezza" a Vito Ciancimino sono stati consegnati dal figlio Massimo "in originale", nessuna traccia di fotocopiatura o di collage - che possa far pensare a un posticcio gioco di prestigio - è stata rilevata. Resta sconosciuto l'autore del papello (si sa soltanto che proviene da un'unica mano) e si continua a cercarlo, attraverso nuove comparazioni. (...) Rimane qualche dubbio su un documento dattiloscritto (con annotazioni manoscritte attribuite con certezza a don Vito) sul quale sono stati avviati nuovi accertamenti dopo che il generale Mori la scorsa udienza in aula aveva sollevato pesanti sospetti sulla sua autenticità".


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