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Giovane Italia: "Ha ragione la polizia"

"Quella manifestazione era minacciosa
Bastoni contro i ragazzi di destra"


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giovane italia, manifestazione, pdl, Cronaca


I manifestanti si sono presentati in maniera minacciosa, per questo il preside ha chiamato la polizia. A dirlo è Nino Costa, il presidente provinciale di Giovane Italia, che racconta a Live Sicilia qual è il punto di vista del movimento che rappresenta e lancia una proposta: organizzare un'assemblea pubblica all'Umberto, sul tema della tensione politica, aperta a tutte le parti.

Nino Costa, lei era presente al momento degli scontri davanti il liceo Umberto?
“Ci hanno riferito i militanti dell'Umberto, personalmente non ero presente. Tutti avevano il casco, attaccato alla cintura o agli zaini e poi sventolavano bandiere rosse, rette da bastoni di legno invece delle tradizionali aste di plastica. Ma non occorre che sia io a dire che i trenta manifestanti si sono presentati in maniera minacciosa, se così non fosse stato, il preside non avrebbe avuto motivo di chiamare la polizia. Le voci che mi arrivano dall'Umberto dicono che i manifestanti volessero minacciare gli studenti di destra che frequentano il liceo, insomma una vera e propria ronda”.

Davanti a un gruppo di giovani che manifestano non è eccessivo parlare di ronde?
“Questi sono gruppi che hanno legami molto forti con i centri sociali, c'erano i bastoni, i caschi, i cori contro i fascisti. Non basta che sia una manifestazione di sinistra per non definirla una ronda. Spesso quando si sente parlare di manifestazioni e scontri con la polizia, si tratta di manifestazioni promosse dalla sinistra extraparlamentare e dai centri sociali. Attenzione, non voglio generalizzare, ma non credo sia un caso che alle manifestazioni dei giovani del Pd queste cose non succedono”.

Lei guida un gruppo di militanti che, in quanto tali, organizza manifestazioni e volantinaggi. Non pensa che sarebbe potuto accadere anche a voi?
“Faccio politica da quando avevo 14 anni, quindi da circa 8 anni e non mi è mai capitato di farmi arrestare dalla polizia”.

La reclusione dei tre giovani non è stata forse una misura troppo drastica?
“Se sono in macchina e una volante mi ferma, io do il documento d'identità. Se mi rifiuto di darlo e spintono gli agenti, loro mi portano in commissariato, tutto qua”.

Però come gruppo politico siete stati chiamati in causa e avete detto la vostra. Cosa proponete di fare adesso?
“Come Giovane Italia proporremo di organizzare un'assemblea pubblica all'Umberto, sul tema della tensione politica, aperta a tutte le parti. Noi siamo disponibili al dialogo e al confronto, ci auguriamo che la nostra proposta venga accolta”.



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