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La memoria al Festival della legalità

Grazie a te Rita per le tue lacrime


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festiva, mafia, paolo, rita borsellino, Cronaca
I parenti dei morti ammazzati di mafia spesso hanno dovuto rinunciare all'espressione del loro dolore più intimo, per rivendicare una passione civile ferita, una rivolta nell'interesse di tutti. Per essere credibili hanno rimesso le lacrime in un cassetto nascosto e hanno usato parole utili e lucide per la comunità. Nessuna concessione personale - è lo sforzo di Rita Borsellino e degli altri - per far capire che la reazione non è personale. Non è la vendetta che intende spazzare via la cicatrice orribile, avendone peraltro il diritto. Non è la rabbia dello strappo al cuore. Rita Borsellino ha cercato di spiegarsi in tutte le salse: sono qui per voi, per noi, non per me. Hanno ucciso mio fratello, è vero, ma tutti noi cittadini siamo stati un po' assassinati nelle nostre speranze e nei nostri diritti. Paolo Borsellino era un fratello, però era anche un patrimonio dell'umanità, una gemma preziosa per l'Italia sciancata e lacera.

Non sempre Rita Borsellino è stata intesa, per esclusiva malafede del suo interlocutore di turno. L'hanno buttata sul privato, con la devastazione volgare dei cinghiali che calpestano i fiori e i ricordi sacramentali del campo altrui. Tu non esisti. Tu ci sei perché sei l'ombra di tuo fratello. Sei come Peter Pan, se l'ombra che ti protegge vola via, non trovi più la rotta. Hai voglia di tentare di acchiapparla, di ricucirla al piede. Non c'è più lei. Non ci sei più tu.

Oggi Rita Borsellino ha regalato ai ragazzi, e a noi,  il dono più grande che poteva dare. Il suo cuore ferito in piena trasparenza. La voce spezzata. La commozione. E le lacrime. Le terremo con noi, conservandole in una boccetta di cristallo, le lacrime di Rita. Poi, le lasceremo evaporare in segno di felicità solo quando questo paese sarà diventato più dolce, più buono, più umano.


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