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L'altra Bontade a Sicilia e- servizi?

Lavoro e figli di boss
Scoppia la polemica


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In una terra agra, scarsa di opportunità, ma ricca di laureati mendicanti (come da fotomontaggio), il lavoro è un tema sensibile e scottante. La polemica oggi scoppia dopo un comunicato stampa del deputato Pd, Davide Faraone. “Ho scoperto -  dice Faraone - che ‘Sicilia e-Servizi S.p.A.”, la società di servizio per la Regione Siciliana, protesi clientelare dell’Udc di Cuffaro e Romano, oggi Pid, ha come dipendenti, assunti rigorosamente senza concorso, la figlia del famoso boss Giovanni Bontate e suo marito. La figlia in questione è sorella dell’altra Bontate junior, finita nelle cronache palermitane dopo un servizio di Stefania Petyx, perché impegnata in un’associazione, guarda caso sempre vicina ai cuffaro-romaniani, che gestisce i beni confiscati alla mafia”.

Mi pare che, dopo le polemiche dei giorni scorsi, e dopo le parole importanti di Roberta riportate oggi da un quotidiano - conclude Faraone - ci sia comunque un tema politico-sociale che non si può eludere: il reinserimento e il recupero ai valori della legalità e della giustizia di soggetti che provengono da ambienti difficili significa, come sembra essere per le due assunzioni a Sicilia e Servizi, consentirgli una corsia preferenziale occupazionale?”. Una presa di posizione con un'accusa precisa che provoca reazioni fumantine.

La replica
"Faraone è solo un mascalzone: mi tira in ballo in una vicenda di lavoro
che dovrebbe riguardare esclusivamente l'azienda e il lavoratore". Lo dice Saverio Romano, coordinatore nazionale Popolari di Italia domani, rispondendo a Faraone. "Spero che la signora Bontade - aggiunge - che ha avuto la disgrazia di assistere, a soli sedici anni, all'omicidio dei propri genitori non debba per questa sua grave colpa essere ancora una volta offesa da altri mascalzoni. Per quanto mi riguarda darò mandato ai miei legali affinché procedano nei confronti di Faraone". Dal suo canto, Faraone ha sfidato Romano a un confronto pubblico in tv.

Livesicilia ha chiesto notizie alla società. Nessuna replica ufficiale al momento. Fonti interne affermano, però,  che la figlia di Bontate è stata una collaboratrice a tempo determinato alla quale recentemente, e precedentemente alle polemiche di queste ore, non è stata rinovvata collaborazione.


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