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"Droga ceduta al sindaco di Racalmuto
Il pusher era l'avvocato"


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droga, racalmuto, sindaco, Cronaca
L'inchiesta sullo spaccio di stupefacenti, che ha portato all'arresto di 19 persone, ruota anche attorno a Racalmuto, il comune dell'agrigentino definito "il paese della ragione" per avere dato i natali allo scrittore Leonardo Sciascia. La droga, soprattutto cocaina purissima, veniva venduta anche a 75 euro a dose. L'avvocato Calogero Mattina, presidente del consorzio idrico "Tre sorgenti", è accusato d'aver ceduto, nel febbraio del 2009, cocaina al sindaco di Racalmuto, Salvatore Petrotto.

Nel maggio scorso Petrotto ammise pubblicamente d'aver fatto uso di droga, parlando di un "momento difficile" della sua vita. Petrotto, eletto nelle liste di Italia dei valori, ma di recente avvicinatosi prima all'Mpa e poi al Pd, dopo aver fatto la rivelazione choc, ha chiesto "scusa" ai suoi concittadini. I carabinieri, un anno fa, nell'ambito di una operazione antidroga denominata "House Delivery" arrestarono anche un assessore della giunta Petrotto, Luigi Di Naro di 33 anni. Secondo l'accusa avrebbe fatto parte di una organizzazione che importava cocaina dal Sudamerica nascondendola nelle batterie dei cellulari.

Il sindaco di Racalmuto è anche indagato, in stato di libertà, per un presunto caso di tentativo di corruzione. Secondo l'accusa Salvatore Petrotto, assieme al presidente del consorzio acquedotto Tre sorgenti, l'avvocato Calogero Mattina, che la notte scorsa è stato posto agli arresti domiciliari, avrebbe chiesto all'amministratore delegato di una società idrica  di versargli dei soldi per non danneggiarla con iniziative legali. Secondo la ricostruzione della Procura di Agrigento, grazie alle indagini della polizia di Stato, il reato non si sarebbe consumato per l'opposizione della vittima a queste richieste.


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