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L'allarme

"La mafia era pronta a colpire"


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clan, mafia, Spari, Cronaca
Cosa nostra, falcidiata dagli arresti e dalle decine di operazioni di polizia degli ultimi anni, progettava nei mesi scorsi di dare un segnale forte allo Stato colpendo magistrati e forze dell'ordine. E' quanto hanno rivelato i pentiti Manuel Pasta, Salvatore Giordano e Maurizio Spataro, interrogati la scorsa estate dai pubblici ministeri della Dda di Palermo.

I collaboratori di giustizia sono stati sentiti dai magistrati Marcello Viola e Francesco del Bene a riscontro delle dichiarazioni di un confidente, il quale aveva raccontato che la mafia aveva deciso di riprendere le armi. Il confidente, mai passato nei ranghi dei collaboratori di giustizia, aveva anche parlato di un incontro tra il boss trapanese latitante Matteo Messina Denaro e altri uomini d'onore, avvenuto allo stadio del capoluogo siciliano durante la partita Palermo-Sampdoria del 9 maggio.

Proprio in quell'occasione, secondo il mafioso - che sarebbe stato presente e poi sarebbe stato arrestato - Messina Denaro sarebbe stato contrario a riprendere la strategia stragista. I pentiti, interrogati dai pm, però, non hanno confermato il summit descritto dal confidente, pur ribadendo che in Cosa nostra si registrava un forte malumore verso magistrati e forze dell'ordine, e si discuteva di nuovi attentati. I progetti - mai attuati - sarebbero stati spinti in particolare dalle cosche di Agrigento.


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