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La situazione in Sicilia

Rudy Maira, il siciliano ribelle:
"Chiediamo il ritorno alle urne"

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Rudy Maira, saverio romano, toto cordaro, udc
Il sorriso sotto i baffi del capogruppo Rudy Maira ha tradito la solennità che ha mantenuto questa mattina nel presentare il nuovo gruppo in sala d’Ercole, i Popolari per l’Italia di domani. Quel sorriso non può che avere un paio di destinatari, tre al massimo: Pierferdinando Casini, Lorenzo Cesa, Giampiero D’Alia. Proprio loro, che tanto hanno voluto l’accordo con Lombardo, e il conseguente assessore a loro gradito, Andrea Piraino, Rudy Maira regala il sorriso sotto i baffi, nel salutarli. Un nuovo gruppo parlamentare, a Palermo come a Roma, che porta via all’Udc quasi tutti i deputati in sala d’Ercole. Rudy Maira, Pippo Gianni, Toto Cordaro, Marianna Caronia, Nino Dina, Fausto Fagone, Orazio Ragusa, Toto Cascio: questi, gli otto deputati che traghettano da oggi, ufficialmente, nel nuovo progetto politico centrista, ma che non intende spostare l’asse da destra. Detta in altri termini, al gruppo Udc di Palazzo dei Normanni restano una manciata di deputati: Giovanni Ardizzone, Marco Lucio Forzese, Mario Parlavecchio. Così i numeri dell’opposizione a Lombardo crescono, al punto che la prima iniziativa politica del gruppo sarà proprio la presentazione di un ordine del giorno contro il governo dei tecnici. “Un governo – ha detto Rudy Maira – che riteniamo inadeguato e non in grado di rispondere alle esigenze della Sicilia. Alla nostra regione, al contrario, occorrono risposte politiche. È paradossale che lo stesso Lombardo che è stato eletto in uno scontro frontale con Anna Finocchiaro, oggi sieda al tavolo della maggioranza con la stessa senatrice catanese. In questi anni di opposizione seria e responsabile abbiamo recuperato un buon rapporto con l’opinione pubblica, che ha apprezzato la nostra coerenza. Per questo oggi chiediamo il ritorno alle urne. L’opposizione a Lombardo? – ha concluso Maira – La faremo con chi ha fatto Lombardo presidente e si è ritrovato inspiegabilmente fuori dalla porta”.

Otto deputati in Sicilia, si diceva. Poco meno – cinque, per l’esattezza – a Roma. Eppure Saverio Romano e i suoi non si scoraggiano, al contrario si dicono ottimisti per il futuro: “C’è tutto un mondo vicino alla Chiesa che è in grande attenzione e movimento – ha detto Maira – il mondo cattolico in questa fase non capisce e non condivide le mosse di Casini. Noi stiamo costruendo, sono certo che non deluderemo né i cattolici, né quelle gerarchie della Chiesa che ci guardano con interesse”.

Dopo la presentazione dell’ex capogruppo Rudy Maira, è stata la volta di Toto Cordaro, che in un paio di battute non ha fatto mistero del rammarico provato per le ultime scelte prese dal partito: “Siamo stati gli unici in Italia – ha detto Cordaro – a restare all’opposizione , sia di Prodi che di Berlusconi, proprio in vista della costruzione del terzo polo. Se Micciché è stato messo fuori da Lombardo, nonostante avesse dimostrato la sua disponibilità, è perché non faceva parte di quell’accordo, palese e certo, che Lombardo ha chiuso con Casini e D’Alema”.


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