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La decisione del Gup

Cuffaro prosciolto
dall'abuso d'ufficio


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Il gup di Palermo Mario Conte ha prosciolto dall'accusa di abuso d'ufficio l'ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro. Assolto il coimputato, l'avvocato Franco Castaldi, responsabile dell'ufficio legislativo della Regione che aveva scelto il rito abbreviato. La vicenda processuale ruota attorno alla nomina per chiamata diretta, quindi senza l'espletamento di un concorso, di 20 addetti stampa della Regione, assunti con qualifica di capo redattore con decreti firmati da Cuffaro.

Secondo la Procura, le nomine sarebbero illegittime perché, contrariamente a quanto prevede la legge, sarebbero state fatte senza bandire un concorso pubblico e senza attingere al personale interno all'amministrazione. Le assunzioni, inoltre, secondo l'accusa, sarebbero state dolosamente finalizzate ad avvantaggiare i 20 giornalisti assunti a tempo indeterminato con la qualifica e il trattamento economico di capo redattore. Cuffaro rispondeva di aver adottato i decreti di nomina.

Cuffaro, difeso dagli avvocati Nino Caleca e Marcello Montalbano, è stato prosciolto con la formula "perché il fatto non sussiste". Stessa formula usata per Castaldi, assistito dall'avvocato Ninni Reina. Il gup ha contestualmente depositato le motivazioni della sentenza. Sulla vicenda pende anche un giudizio per responsabilità erariale davanti alla corte dei conti. Il pm Gianluca Albo ha chiesto la condanna di Cuffaro, Castaldi e dell'attuale governatore Raffaele Lombardo a risarcire alla Regione un danno stimato in circa 7 milioni di euro. Tanto sarebbero costati alle casse dell'erario gli stipendi erogati ai 20 giornalisti.


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