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Il blitz di Castrofilippo

Il racconto del pentito di mafia:
"Così sindaco e boss si accordavano"

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Si sarebbero accordati sui lavori pubblici da fare a Castrofilippo: in cambio, il sindaco Salvatore Ippolito, avrebbe intascato una tangente. L'accordo sarebbe stato stretto tra Ippolito e il capomafia Giuseppe Falsone (nella foto). A raccontarlo è stato il collaboratore di giustizia Giuseppe Sardino, ex fedelissimo di Falsone. Le dichiarazioni del pentito hanno contribuito a fare scattare il blitz antimafia di ieri mattina denominato "Family" che ha portato in carcere 4 persone e una, l'ottantacinquenne Antonino Bartolotta, ai domiciliari. "Falsone - racconta Sardino ai pm - ha detto al sindaco, sti lavori che si devono fare, altri lavori ancora grossi che si dovranno fare, invece di avere a che fare con tanta gente, tu ha a chi fari solo cu unu e basta, noi ti paghiamo bene e problemi non ce ne sono ... a titolo di tangente, cioé chiamamulu comu vulemu". Secondo Sardino, su indicazione di Falsone, il sindaco di Castrofilippo avrebbe dovuto fare riferimento ad Angelo Alaimo, anche lui arrestato nell'ambito dello stesso blitz.


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