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Il governatore alla festa democratica

Lombardo infiamma la platea Pd:
"Insieme per vincere e governare"


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La svolta rischiosa, impegnativa, tutt'altro che comoda, la stiamo facendo noi dell'Mpa. Mi auguro che Udc, Futuro e libertà, Api, Mpa, Pd, diano vita a questo governo che non è il frutto di politiche premeditate, ma di un'esperienza maturata giorno dopo giorno. Se riusciremo a trovare la giusta armonia, non c'è dubbio che da questa area politica debba uscire un candidato unitario alla Regione, come al Comune di Palermo o alla Provincia di Catania. Per vincere domani le elezioni”. È con questa promessa che il presidente della Regione Raffaele Lombardo ha salutato la platea del Partito Democratico, durante il dibattito che lo ha visto protagonista insieme al segretario del Pd Peppino Lupo, intervistati dai giornalisti Antonio Fraschilla, Giacinto Pipitone e Lillo Miceli. Tra le domande dei giornalisti ai due, dopo la diffidenza iniziale, Lombardo ha conquistato la platea dei democratici, che ha risposto con più di un applauso alle parole del governatore. Approvazione che, ovviamente, il pubblico non ha negato neanche al padrone di casa, Peppino Lupo. “Il Partito Democratico – ha detto Lupo, incalzato dalle domande dei giornalisti – non è mai stato la stampella di nessun governo, stiamo solo assieme a un partito autonomista per portare avanti un percorso riformista. Saremo alleati se si scriverà il programma assieme, con pari dignità politica, considerando anche che siamo il partito di maggioranza in Assemblea”.

“La rottura con tutto il Pdl da parte del governo regionale – ha continuato Lupo – crea le condizioni per un confronto. Ma adesso chiediamo un passo in più a Lombardo e gli rinnoviamo l'invito a rompere con Berlusconi, non ci sono più le condizioni per intrattenere relazioni di governo con il centrodestra. Ho sentito dire a qualcuno che se Lombardo rompe col premier i fondi Fas non arriveranno mai. Ma Lombardo è alleato di Berlusconi dal 2008 e i fondi Fas non sono mai arrivati. Il ritardo nel liberare i fondi destinati alle aree sottosviluppate ha delle conseguenze, basti pensare ai cantieri navali di Palermo, che rischiano di chiudere o comunque di perdere commesse e quindi posti di lavoro. Per non parlare dell'ultima manovra finanziaria di Tremonti, che è costata alla Sicilia 800 milioni di euro in meno. Per questo noi siamo disponibili a dare il nostro contributo perché dalla Sicilia si arrivi alla liberazione del Paese da Berlusconi”.

E a proposito del quarto governo Lombardo, che il prossimo martedì lo stesso governatore presenterà in Assemblea, dovrà partire dalla riforma della burocrazia: “La nostra Regione – ha detto lombardo – è un pachiderma che si muove con enorme difficoltà, con una spesa corrente che assorbe la maggior parte del bilancio. Per questo bisogna partire dalla riforma della macchina amministrativa, dalla delegificazione, da un decentramento che dia maggiori competenze ai Comuni, dalla semplificazione burocratica e da una riorganizzazione produttiva”.

Al giornalista che ha chiesto ad entrambi i leader politici cosa sia cambiato dalla campagna elettorale che li vedeva contrapposti ad oggi, Lombardo risponde di non farsi accecare dai pregiudizi. “Il Pd, pur astenendosi al momento del voto, ha sostenuto la riforma della sanità mentre il capogruppo del Pdl ufficiale ha presentato una controriforma. Con l'Udc è successa la stessa cosa, l'alleanza è saltata quando abbiamo abolito l'Arra. Non c'è stato nessun ribaltone da parte nostra, ci siamo trovati dalla stessa parte a condividere il percorso delle riforme”. Secondo Lupo, invece, ad essere cambiati sarebbero stati due fattori: da una parte “Lombardo non è più il presidente del Pdl in Sicilia – ha detto il segretario democratico – dall'altra, come già detto dal governatore, abbiamo trovato una sintonia sul percorso delle riforme”.

E ancora Lombardo ha incalzato sul tema del ribaltone precisando: “io resto coerente al percorso riformista, la strada è quella e da lì non mi muovo. Ad essere cambiati sono solo i compagni di viaggio. I numeri in Aula? Futuro e libertà, i rutelliani, l'Udc, i deputati di Misuraca, il Pd. Sul piano del programma non ci muoviamo, poi le porte sono aperte a chiunque lo voglia sostenere. Per Micciché faccio un discorso a parte, lì ci sono equilibri diversi che si giocano sul piano nazionale. L'Mpa – ha proseguito il governatore – è fuori dalla logica degli schieramenti di destra e sinistra, noi siamo un movimento autonomista. Stiamo costruendo alleanze in modo tale che la prossima volta si vincano le elezioni”.

Verso la fine del dibattito, la sintonia tra i due leader siciliani è stata tale da arrivare a scambiarsi le parti, così Lupo si è ritrovato a difendere l'Mpa, parlando di un partito che non può definirsi “organicamente di centrodestra. Si tratta piuttosto – ha detto Lupo – di un partito a vocazione territoriale” mentre Lombardo, dal canto suo, ha attaccato duramente la legge elettorale. “Se si va ad elezioni anticipate sosterremo il governo di transizione, quale che sia, per cambiare questa leggere elettorale di cui non ne possiamo più. La preferenza sarà anche una porcata – ha detto il governatore – ma non si può continuare ad essere rappresentati da gente candidata in liste bloccate a cui per andare avanti basta essere fedele a chi lo ha designato”.


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