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Verso il sostegno al presidente

La strana sindrome del Pd

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antonello cracolici, giuseppe lupo, governo, lombardo, pd, pierluigi bersani, Politica
Immaginatevi la sorpresa di Antonello Cracolici e Peppino Lupo, volati a Roma da Bersani con la paura degli scolaretti al cospetto del preside. "Ora quello pensa che sono io l'inciucista in Sicilia - il dubbio di Cracolici -. Pazienza, dirò che l'accordo con Lombardo è un'idea di Lupo". E Lupo, che aveva compreso benissimo, tremava. Lui con Cracolici intrattiene una clamorosa sindrome di Stoccolma. Ama il suo carnefice.

Dunque, immaginatevi la sorpresa dei due. Bersani li ha accolti benissimo. Gli ha offerto anche i pasticcini e ha sussurrato: "Mo alora quando lo fazziamo questo benedetto accordo col presidente Lombardo?". Bisogna capirlo il povero Pierluigi, faccia feroce da comunista d'altri tempi, per la verità con una inflessione alla Don Camillo più che alla Peppone, alle prese con un'epoca infelice e con sondaggi atroci. Il perfido "American Boy"  Veltroni, oltrettuto, gli guasta i sonni. Walter si è messo un golfino alla Marchionne ed è andato in tv per menare le mani, con la sua soave cattiveria, esibendo sondaggi scoraggianti.

Da qui l'angoscia, anzi l'angossia del povero Pierluigi torturato da un chiodo fisso: "Mo com'è che questi dela destra s'amassano e noi pigliamo lo stesso pochissimi voti?". E' che il Pd è un pessimo prodotto. Non si vende. Non si capisce la differenza tra marca e sottomarca.  Mo alora che ti combina quel sacripante del Pierino Luigino? Si comporta da piazzista. Tenta di impaccare il Pd a tutti. Porta a porta, senza Bruno Vespa. Sorride a Di Pietro. Strizza l'occhio a Casini. Autorizza la compravendita in Sicilia. Il suo  guaio è che si confronta con Raffaele Lombardo: il più bravo venditore di fumo che c'è.

E' una comica. Il Pd segue, a parole, una linea decisa. Pone condizioni. Fa la voce grossa. Lombardo rompa con Berlusconi. Lombardo ci dia il tempo di discutere. Invece,  il presidente, con rispetto parlando, se ne frega. Non rompe con Berlusconi.  Lo blandisce e fissa pure la data di nascita del governo, infischiandosene dei pruriti e delle richieste dei democratici. Pierino Luigino? Tiè!

Lui li sevizia. Loro lo amano.


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