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Il governatore scioglie le riserve

Equizzi, Ortisi, Cincimino
Ecco i nuovi nomi di Lombardo


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Giochi quasi fatti per il nuovo governo di Raffaele Lombardo. Le dodici caselle sarebbero riempite, anche se ci sono le ultime limature da fare. E le trattative si protrarranno ancora per il finse settimana. Lunedì i dodici nomi diventeranno definitivi e martedì la giunta sarà presentata, con l'intervento all'Ars del governatore.

La compagine del nuovo governo si va definendo con maggiore decisione. Sei caselle sono già occupate dai tecnici uscenti, che, salvo clamorose sorprese, saranno riconfermati in blocco: si tratta di Massimo Russo, Caterina Chinnici, Gaetano Armao, Pier Carmelo Russo, Marco Venturi, Mario Centorrino. Sarà confermato anche Nino Strano, uno dei politici “non di professione” a cui faceva riferimento oggi Lombardo nella sua intervista al Corriere della Sera. Ma se Fini ha ottenuto la conferma dell'assessore catanese, non è ancora pacifica la presenza in giunta di un secondo assessore finiano, che dovrebbe essere Gianmaria Sparma. La pattuglia di Fli continua a trattare, la partita è gestita dal plenipotenziario di Fini Pippo Scalia. Intanto è cosa fatta la nascita all'Ars di un gruppo di Futuro e Libertà, conseguenza della rottura con Miccichè che manda in archivio il Pdl Sicilia.

L'ottavo nome certo della rosa è quello di Egidio Ortisi, siracusano dell'Api di Rutelli, già deputato regionale in tre legislature, al momento fuori da tutti i parlamenti, proprio come Strano. Per lui potrebbe esserci la poltrona del Bilancio. La nona casella sarà appannaggio dell'Udc casiniana. I più scommettono su un nome di Messina, proveniente dal mondo universitario, un prof vicino al senatore Gianpiero D'Alia e al deputato regionale Giovanni Ardizzone. Un nome che ancora è rimasto avvolto dal massimo riserbo.

La decima poltrona dovrebbe andare, secondo le ultimissime indiscrezioni, al gruppo fin qui vicino a Dore Misuraca, che però potrebbe spaccarsi. Non è affatto certo, infatti, che Misuraca prosegua il suo cammino a fianco di Lombardo. Ma i tre deputati regionali catanesi a lui vicini (Scammacca, Cristaudo e Nicotra) resteranno comunque a fianco di Lombardo e dovrebbero ottenere una poltrona di assessore. Per la quale di parla della possibilità di una mossa clamorosa da parte di Scammacca della Bruca, che sarebbe pronto a dimettersi da deputato regionale per fare l'assessore.

Restano gli ultimi due posti. Che andrebbero entrambi al Pd, oppure uno ai democratici e un altro (il secondo) ai finiani. Qui spunta il nome dell'ultima ora, ossia quello di Agostino Equizzi, principe del foro palermitano, che sarebbe sponsorizzato dalla corrente di Totò Cardinale. Cattolico, esperto giuslavorista, in buoni rapporti con l'ala postdemocristiana del Pd, sarebbe il nome su cui puntano gli ex margheritini, tramontata l'ipotesi Manlio Mele (per il quale sarebbe già pronta altra collocazione). Ma proprio sulle poltrone “in quota” Pd la partita è ancora aperta e le diverse anime dei democratici se la stanno giocando. Ad alcuni, ad esempio, parrebbe troppo un secondo assessore (oltre a Centorrino) per una corrente, Innovazioni, che oggi all'Ars conta cinque o sei deputati, dopo l'allontanamento dei sempre più irrequieto Elio Galvagno e Roberto Ammatuna. Resterebbe ancora sul tavolo anche il nome di Salvo Cincimino, il giovane economista vicino all'Opus Dei che conta apprezzamenti bipartisan.

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