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La giunta Lombardo, i nomi già oggi?

E venne il giorno

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ars, governo, lombardo, Politica
L'appuntamento per il discorso pubblico è fissato martedì, quando la levatrice Lombardo proporrà il suo quarto governo col bollino blu. I nomi potrebbero saltare fuori già oggi, con le caselle al loro posto. A forza di cancellature e ripensamenti, il foglietto della quadra che il presidente porta sempre con sè è finalmente completo in ogni dettaglio. Forse. Comunque ci siamo, la nave è in porto e presto salperà.

Come sarà questa nuova giunta che Lombardo ricopre di elogi preventivi manco fosse una corazzata? Sarà debole, sicuramente. E si può dirlo già in partenza, a prescindere dalla valutazione sui prodigiosi tecnici chiamati al capezzale della Sicilia. Sarà un governo Arlecchino che prenderà un po' di qua e un po' di là. Un parto delle segrete stanze, al cui cospetto impallidiscono le storiche trame del milazzismo. Questo esercito raccogliticcio - di composizione diversa dal risultato che i siciliani marchiarono nelle urne - non avrà né il consenso, né la simpatia del popolo, proprio perché non basato su un chiaro mandato. Riuscirà almeno a mettere mano ai centenari guasti della nostra terra? Ne dubitiamo. I governi Arlecchini sono composti da pezze dissimili che, a un certo punto, cominciano a fare il loro gioco, senza alcuna visione della rotta complessiva.

E' il cuore del problema. Il Lombardo quater tutto ci pare tranne che un'esperienza nata per il bene comune. Nasce mettendo insieme interessi politici legittimi, però soggettivi. E' l'ennesima alchimia di un presidente che farebbe tutto - checché ne dica lui - pur di non tramontare. E' una capriola del potere in cui si fatica a scorgere un barlume di interesse siciliano. E non basta la parola "riforma" ripresa e ripetuta come un mantra fino allo sfinimento. I siciliani votano spesso male. Tuttavia, non sono proprio scemi.

Raffaele Lombardo si appresta a celebrare un altro innegabile successo della sua acuta straregia. Demolitore collaudato e sarto abile, il governatore ha smosso, spezzato e ricucito ciò che era intero in natura per riassemblare i pezzi a modo suo. Così facendo è riuscito a sopravvivere e a scansare brillantemente i proiettili di amici, ex amici e acerrimi nemici. E' un'azione acrobatica che si può perfino apprezzare e sottolineare con applausi dagli spalti. Ma forse la politica che si occupa responsabilmente dei destini delle persone è un'altra cosa.


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