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Verso il nuovo governo regionale

Lombardo quater, l'ora del Cencelli
E scoppia il caso dei finiani

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È scattata l'ora del manuale Cencelli per la genesi del Lombardo quater. E i nodi arrivano al pettine, non senza qualche colpo di scena. Le dodici caselle della nuova giunta dovrebbero essere riempite già entro domani (martedì all'Ars il battesimo del nuovo governo), ma ad agitare le acque è arrivata oggi una non prevista grana con i finiani siciliani.

“Stamane ho incontrato Fini e l’Udc. Sono interessati a continuare, nel primo caso, e a ritentare, nel secondo caso, l’esperienza nel governo regionale siciliano”, aveva annunciato stamattina Raffaele Lombardo. Tutto a posto, insomma. Non proprio, perchè a stretto giro di posta è arrivato l'altolà di Pippo Scalia, plenipotenziario di Fini in Sicilia: “Al momento non persistono le condizioni per procedere ad una nuova composizione del governo regionale, rimangono forti perplessità sul programma e sulla natura della nuova giunta”. Posizione condivisa dai cinque finiani dell'Ars, Alessandro Aricò, Pippo Currenti, Luigi Gentile, Carmelo Incardona e Livio Marrocco.

I finiani, infatti, sarebbero disponibili, a differenza di Miccichè, a partecipare a un governo tecnico. Nel quale, però, vorrebbero mantenere due assessori, come è stato fin qui nel Lombardo ter. Il binomio proposto da Futuro e libertà è composto dall'uscente Nino Strano e dal giovane dirigente della Pesca, Gianmaria Sparma. In subordine, i finiani hanno messo sul tavolo due tecnici “di assoluto prestigio”, entrambi di provenienza romana, un esperto di sanità con esperienze negli Stati Uniti in curriculum, e un tecnico del settore energia, già docente ad Harvard. Su entrambe le proposte, però, non si sarebbe trovato l'accordo con Lombardo. Forse perchè, con la nascita di una nuova maggioranza al'Ars, il governatore potrebbe tenere conto del peso dei gruppi parlamentari. E per garantire una proporzionalità tra i 5 deputati regionali finiani e i 27 del Pd, i posti in giunta per i seguaci del presidente della Camera potrebbero scendere da due a uno.

La parte del leone nel nuovo governo dovrebbe farla il Pd, con tecnici d'area. Tra i quali continua a circolare il nome di Elio Sanfilippo della Legacoop. Un posto dovrebbe essere riservato a un tecnico gradito all'Api di Rutelli. E i boatos di Palazzo insistono nel prevedere anche un assessore espressione dell'Udc, o almeno dell'area casiniana che in Sicilia ha come leader Gianpiero D'Alia e che all'Ars conta sui deputati Ardizzone e Forzese, ai quali potrebbero aggiungersi Ragusa e Parlavecchio. Se a questi assessori “promessi” si aggiungono i tecnici già presenti in giunta e considerati espressione di Lombardo, come Massimo Russo, è chiaro che lo spazio per la rappresentanza finiana si restringe.

“L’onorevole Lombardo sia più preciso nelle sue comunicazioni poiché ad oggi l’Udc in Sicilia è rappresentata dal sottoscritto ed io non lo ho incontrato – ha detto oggi il segretario dell'Udc siciliana Saverio Romano -. Dica allora a chi si riferiva nel sostenere di avere incontrato l’Udc. Se qualcuno lo ha incontrato è giusto che si sappia”.

Lombardo, poi, oggi è tornato sui suoi rapporti con Miccichè: “I miei rapporti, sul piano personale, con Gianfranco Micciché sono ottimi. Ieri c’é stato un battibecco in relazione a un assessore che avevo il diritto e il dovere di difendere, primo perché lo stimo, poi perché non tollero che si aggrediscano i miei assessori se non fondatamente. Definire ’signor no’, ‘il paralizzatore’ – ha aggiunto – un uomo come l’assessore Pier Carmelo Russo, che vive sotto scorta per le scelte che ha fatto in materia di rifiuti, mi è sembrato eccessivo. Quindi ho fatto una difesa non d’ufficio, ma convinta. Non ci siamo sposati, e non abbiamo divorziato. Ci sono rapporti di simpatia, amicizia e collaborazione. Non ho nessuna difficoltà a mantenerli”. Il riavvicinamento di Miccichè al Pdl lealista è confermato dal coordinatore regionale Giuseppe Castiglione, che a livesicilia conferma i contatti recenti col sottosegretario.


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