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Dopo l'attacco al peschereccio Rieti

Aricò e Lo Presti:
"Il Governo è stato passivo"

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, Cronaca
"Per il ministro Maroni possono essere sufficienti le tardive scuse del Governo libico per difendere l’ignobile azione armata contro il peschereccio siciliano, ma per noi si tratta di un atto di violenza e aggressione contro cittadini italiani che il nostro governo cerca di minimizzare o addirittura insabbiare in virtù di un rinnovato idillio con il leader libico a difesa di presunti interessi  economici certamente a noi poco chiari”. Lo dichiarano in una nota congiunta i parlamentari siciliani Nino Lo Presti e Alessandro Aricò, in seguito all’attacco subito dal peschereccio "Ariete", di Mazzara del Vallo, da parte di una motovedetta libica. "Il Trattato di amicizia siglato a Roma tra i due Paesi non può funzionare unilateralmente - si legge nella nota -.  Ma come si fa a scambiare un peschereccio di quasi 40 metri che ha tutti gli equipaggiamenti a vista per una nave di clandestini? Soltanto l’arroganza dei nostri vicini – continuano i parlamentari - e la passività del nostro Governo possono aver causato questa intollerabile aggressione".
"Chiediamo una dura condanna pubblica dell’accaduto - conclude la nota -, affinché fatti come questi non abbiano a ripetersi e i nostri pescatori possano svolgere pacificamente la loro attività, senza rischiare di essere attaccati da presunti amici a colpi di mitragliatrice, con il paradosso  di avere fornito ad essi le armi per colpirli". (Xpa)


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