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La scomparsa di un poeta

Perriera, la voce del silenzio

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perriera michele
Palermo non ama le sue voci più profonde. In vita le scansa, le evita, le discrimina. Se può, le chiude a doppia mandata in un ghetto nerofumo, un reticolato di silenzio e stridore di denti. E non le ascolta. In morte delle stesse, Palermo prostituta affolla il corteo funebre. Le lacrime a buon mercato lavano la coscienza neghittosa. Lo spettacolo delle esequie è pur sempre un evento mondano di cui tenere conto nei rotocalchi, nell'albo delle cose putride ed infime che certifica l'esistenza dei demoni di questa città.

Al capezzale del trapassato Michele Perriera accorreranno molti che non lo conoscevano, che nulla sapevano di lui e dei suoi occhiali. Già si intravvede la fia "dei migliori amici", club, associazione a delinquere e cataclisma di ogni celebre dipartita. I politici analfabeti stanno già vergando il cielo con parole ponderose e sensibili, le stesse di ogni convivio ultimo. Lo celebrano nel decesso per sfregiarlo una seconda volta e dimenticarlo meglio. Ma le  voci di Palermo sono testarde, anche se le rinchiudi. Si sono irrobustite col nutrimento dell'odio altrui. Perciò,  sanno gridare, raccontare e squarciare veli soprattutto col silenzio.


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