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Le prospettive

Il rimpasto può attendere

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governo, lombardo, raffaele, Politica
  A furia di gridare al lupo, al ragazzino della favola non credette più nessuno. A Raffaele Lombardo, che da mesi annuncia a settimane alterne l'imminenza della genesi del suo governo, il quarto della serie in un paio d'anni abbondanti, qualcuno crede ancora. Per poi ricredersi puntualmente a distanza di pochi giorni. Il governatore alla fine della settimana scorsa aveva annunciato il parto del Lombardo quater entro la ripresa dei lavori dell'Ars, ossia il 14 settembre. Ieri sera il governatore ha spostato in avanti la scadenza, “servirà un'altra settimana”, ha detto, citato dai quotidiani di oggi. E certo non ha sciolto nessun nodo l'incontro di stamattina a Roma con Silvio Berlusconi. Col quale Lombardo non ha affatto rotto, come chiedono quelli del Pd, ma dal quale il governatore non ha ottenuto nulla, tornando a casa a mani vuote, ancora in attesa dei miliardi dei Fas, che il Cavaliere continua a negare alla Sicilia, e di tutto il resto.

È il momento dell'attesa e tutti sanno bene, al di là dello scontato gioco delle parti, che sarà Roma a condizionare il percorso della politica regionale. Troppo confusa e precaria è la situazione nazionale perchè qualcuno nell'Isola, men che meno Lombardo, si arrischi ad assumere decisoni drastiche o a fare passi più lunghi della gamba. Prima, ognuno vuol capire cosa accadrà a Roma, se il governo Berlusconi, come parrebbe, ha davvero le ore contate, se le elezioni ancicipate ci saranno e se arriveranno a novembre o in primavera, se Casini abbraccerà Bersani o Berlusconi o se invece punterà a un polo terzoforzista in cui potranno accasarsi Fini e i suoi. Troppe varianti, troppi pezzi in movimento, per assumere decisioni del tipo o di qua o di là. Lombardo, che lo sa bene, prosegue nella sua specialità, restare a metà del guado in attesa dell'ultimo secondo utile, per fare la scelta più vantaggiosa.

E così si sta come in autunno sugli alberi le foglie. Con buona pace per il presidente dell'Ars Francesco Cascio, che oggi in una nota ha incalzato il governo chiedendo di fare chiarezza sulla nascita o meno del quarto governo Lombardo alla ripresa dei lavori dell'Ars. Lombardo aspetta. Aspetta di capire che sarà di Miccichè, che di rompere con Berlusconi non ha mai parlato. Dalle parti del Pd ci si aspetta che il sottosegretario alla fine ritorni al centrodestra, non nel Pdl, dove la spaccatura è troppo profonda, a con una seconda lista, una lega del Sud che Berlusconi potrebbe affiancare al Pdl per togliere voti a Fini, che della questione meridionale sta facendo la bandiera del suo movimento, e a Lombardo in Sicilia. Lombardo aspetta anche di capire cosa accadrà in casa Udc. I cuffariani, netta maggioranza del partito nell'Isola, starebbero facendo pressing su Casini perchè non si sposti troppo più in là e vogliono continuare in Sicilia ad andare a braccetto coi berluscones. Ma se Pierferdi opterà per la via terzista, in Sicilia i voti di Lombardo saranno determinanti per il nascituro terzo polo e a Romano e ai suoi toccherà ingoiare il rospo, tornando a dialogare con l'uomo di Grammichele. Troppe varianti, troppe incertezze, troppe caselle da riempire, insomma. Il quarto governo Lombardo può attendere. Con buona pace di tutti.


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