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La proposta del segretario Pd

Lupo chiama l'Udc:
"Con noi contro Silvio"

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berlusconi, giuseppe lupo, pd, udc, Politica
  “Nella prospettiva di un'alleanza democratica che si contrappone al berlusconismo, io credo che sia naturale la presenza dell'Udc, anche a livello regionale. In Sicilia i centristi si ricordano come non furono garantiti dal Pdl quando si passò dal primo al governo Lombardo e loro ne rimasero fuori”. Lo dice a Livesicilia il segretario del Pd siciliano Giuseppe Lupo, che torna a tendere la mano agli uomini di Casini nell'Isola. Con loro e l'Mpa il Pd potrebbe essere pronto a dare vita anche a una nuova maggioranza politica all'Ars, ma a una condizione, che Lupo ribadisce per l'ennesima volta: “Lombardo deve chiudere con Berlusconi.Se così non sarà, chi fa il governo cerchi in Aula la sua maggioranza. Noi non siamo donatori di sangue e non voteremo le leggi del centrodestra, ma solo le nostre proposte”.

I democratici incalzano il governatore, che continua il faticoso lavoro di trattative che dovrebbe portare alla nascita del suo quarto governo. Lombardo continua a dialogare a 360 gradi. Alla sua destra il Pdl Sicilia ha dato prova di compattezza, con Miccichè ancora contrario all'ipotesi di governo tecnico. I rapporti tra i ribelli del Pdl e l'Mpa sembrano sempre più logori e lo ha confermato l'ultima puntata, quella delle nomine dei soprintendenti ai Beni culturali, che ha scontentato i miccicheiani sponsor di Sebastiano Tusa, a cui il governo per la sede di Palermo ha preferito Gateano Gullo, nome gradito al Pd.

Con gli alleati che fin qui gli sono stati accanto, però, Lombardo non sembra voler rompere. Almeno finchè non maturerà la convinzione che l'Udc, i cui voti all'Ars sarebbero determinanti, possa sposare il progetto di un governo di coalizione col Pd. I centristi, a loro volta, vista l'incertezza generale non si sbilanciano, per non guastare i rapporti coi lealisti del Pdl con i quali governano in molte giunte locali, a Palermo in primis. In questo contesto, tutti restano guardinghi e non c'è nessuno che si sbilanci a fare il primo passo. Intanto, però, fa notare Lupo, “la riapertura dei lavori d'Aula è alle porte e bisogna sciogliere nodi importanti, come quello della manovra correttiva”.

È in questo quadro che arriva l'invito a rompere gli indugi da parte del segretario. Intanto, Lombardo continua a preferire agli incontri coi vertici ufficiali dei partiti, le trattative con i capicorrente. In questi giorni i giornali hanno parlato di suoi faccia faccia coi vertici dei gruppi che fanno capo ai tandem Lumia-Cracolici e Genovese-Papania. Due anime che, secondo notizie di stampa dei giorni scorsi, sarebbero state pronte a fondersi per prendere in mano il partito siciliano. Notizie smentite oggi dagli stessi leader di Innovazioni. E poco gradite ai deputati regionali della stessa area Elio Galvagno e Roberto Ammatuna: “Su una questione così importante – scrivono in una nota conguiunta i due, esponenti più defilati del gruppo “Innovazioni” -, che riguarda, prima che il posizionamento di correnti o spezzoni di correnti, i destini dell'isola, sono gli organi di partito gli unici titolati a decidere”.


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