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L'omicida: "Ho perso la testa"

Tragedia siciliana a Loreto
Sta meglio la donna ferita

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rita pulvirenti, silvana mannino, Spari, tragedia, Cronaca
Non accettava di essere stato lasciato dalla fidanzata, e questo pomeriggio, armato di una pistola, ha fatto irruzione nella villetta della famiglia di lei, l'ha ferita alle gambe e al torace, ed ha ammazzato la madre e la sorella. Poi è scappato in bicicletta, andandosi a consegnare tre ore e mezzo dopo ai carabinieri. L'ennesima tragedia scatenata da un uomo abbandonato ha per teatro una frazione di Loreto, Grotte, al confine con Porto Recanati, e un nucleo affettivo di immigrati dalla Sicilia. Le vittime sono Rita Pulvirenti, 54 anni, e la figlia Silvana Mannino, di 30, freddate con una Beretta cal. 7,65. La vera vittima designata però, che si è salvata per caso, era Vincenza Benilda Mannino, 28 anni, l'ex compagna di Claudio Alberto Sopranzi, 51 anni, nato in Argentina e vissuto a lungo in Sicilia, a Catania e Carlentini, guardiano del camping 'Numana Blu' di Numana, incensurato. Sopranzi e Vincenza Mannino avevano avuto una relazione tormentata, costellata da litigi e minacce, tanto che nella casa a schiera di via De Gasperi 26 erano intervenuti in passato i carabinieri di Porto Recanati. I vicini li avevano spesso sentiti gridare, e qualcuno si era spinto a ipotizzare ''quei due prima o poi si ammazzano''. Ad un certo punto Vincenza, casalinga come la madre e la sorella, ha deciso di troncare il rapporto. Ma il guardiano non voleva saperne, pretendeva di riaverla a tutti i costi, forse riteneva i Mannino responsabili dell'allontanamento, e ha deciso di 'farsi giustizia' da solo. In via De Gasperi era andato anche ieri sera, per l'ennesimo chiarimento finito a grida e insulti. Oggi, verso le 15:30, si è presentato alla porta con in tasca la Beretta (regolarmente detenuta, insieme ad altri armi). Senza quasi parlare, si è messo a sparare all'impazzata: Rita Pulvirenti è stata raggiunta da almeno cinque colpi, ed è stramazzata nell'ingresso. Silvana è stata trovata agonizzante in camera da letto, ed è spirata poco dopo. Vincenza è caduta vicino al portone d'ingresso. Operata ad Ancona, non corre pericolo di vita, ed è sempre rimasta cosciente. Fuori, a pochi metri di distanza, c'erano Gaetano, 14 anni, e Salvatore, un anno e mezzo, i due figli che Silvana Mannino aveva avuto dal marito separato, rimasto in Sicilia. Hanno sentito tutto, e il più piccolo è stato portato via da una vicina, mentre altri davano l'allarme al 112. Sopranzi intanto inforcava la sua mountain bike gialla e nera e scappava. Ha vagato per le campagne, dopo essersi disfatto del cellulare, chiamando con una scheda 'pulita' persone a lui vicine, già contattate dai carabinieri perché lo convincessero a costituirsi. Cosa che ha fatto verso le 19, presso la stazione di Numana, dove ad interrogarlo è andata il pm Valeria Sottosanti. ''Ho perso la testa, non so neppure io cosa ho fatto'', le sue prime parole. Omicidio premeditato plurimo l'imputazione che si profila a suo carico.

Sta meglio Vincenza Mannino, la donna di 28 anni ferita ieri a Loreto dall'ex fidanzato Claudio Alberto Sopranzi, che ha ammazzato la madre e la sorella di lei a colpi di pistola, per vendicarsi di essere stato lasciato. La donna, ricoverata nell'ospedale di Ancona, se la caverà con una trentina di giorni di prognosi. E' stata raggiunta da due proiettili, poi fuoriusciti, ad una gamba e al basso addome. Suturata ieri in un primo intervento chirurgico dovrà probabilmente subirne un altro ricostruttivo. Sopranzi intanto è rinchiuso in carcere con l'accusa di duplice omicidio premeditato, tentato omicidio e violazione della legge sulle armi. Interrogato fino a mezzanotte dal pm Valeria Sottosanti nella caserma dei carabinieri di Numana, dove si era costituito tre ore e mezzo dopo la mattanza, ha ammesso le proprie responsabilità. Residente a Sirolo (in riviera vivono anche la moglie da cui è separato e i loro due figli), ha un titolo sportivo per il possesso di armi, che gli consente di portare con sé la pistola da casa fino al poligono sportivo, ma non altrove. Nella sua furia omicida ha crivellato di colpi Rita Pulvirenti, 54 anni, e Silvana Mannino, 30, madre e sorella della sua ex compagna, che si è salvata solo per miracolo.

(Fonte Ansa)


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