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Durante il convegno di Nuova Italia

Granata a La Russa:
"Non ho nulla di cui scusarmi"


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granata, la russa, pdl, scusa, Politica
''Non ho davvero nulla di cui scusarmi''. Il deputato finiano Fabio Granata risponde cosi' al ministro della Difesa Ignazio La Russa che gli aveva posto, anche lui come aveva fatto ieri Maurizio Lupi, un aut aut: o chiedi scusa o lasci il partito. ''Le verità che ho detto - aggiunge Granata - sono oggettive e sostenibili in qualsiasi sede, anche in quella (se esiste) dei probiviri del Pdl dove La Russa e gli ex amici di An potranno chiedere con forza la mia espulsione e ribadire la loro fraterna solidarietà a Verdini e Cosentino''.
''La Russa continua a strumentalizzare affermazioni serie ed equilibrate da me portate avanti nel contesto della Commissione Antimafia e che erano riferite all'inopinata negazione da parte della Commissione ministeriale presieduta da Alfredo Mantovano del regime di protezione per Spatuzza, considerato attendibile - ricorda Granata - da ben tre Procure sulla questione delle stragi del '92''. ''Diniego che - prosegue il deputato finiano - era stato letto da più parti come una forma di deterrenza rispetto alla sua collaborazione''. Ma Granata è un fiume in piena. ''Visto che La Russa mi chiede spiegazioni sulle mie affermazioni - aggiunge - gli dico anche che io mi riferivo alle decine di esternazioni contro le Procure di Caltanissetta e Palermo colpevoli di cercare irriducibilmente la verita' sulle stragi. E, per avere i nomi, La Russa può semplicemente consultare le agenzie di stampa degli ultimi due mesi''. ''Poi - sottolinea Granata - mi riferisco anche ad un ddl sulle intercettazioni, difeso con forza dal governo in una stesura originale che, per quanto riguarda le intercettazioni telefoniche ambientali, avrebbe indebolito lo strumento piu' importante per le indagini di mafia, se non fosse intervenuta la nostra volontà radicale di modificarlo''. ''Mi riferisco inoltre - afferma sempre il parlamentare vicino a Fini - alle decine di attestazioni di stima e solidarietà, anche da parte di esponenti del governo, dopo una condanna a sette anni a Marcello Dell'Utri per associazione mafiosa e dopo la sua ennesima proclamazione ad 'eroe' di un mafioso conclamato come Mangano''. ''Potrei continuare ancora - conclude Fabio Granata - ma non ho certo nulla di cui scusarmi, poichè queste verità e tante altre sono oggettive e sostenibili in qualsiasi sede, anche in quella (se esiste) dei probiviri del Pdl dove La Russa e gli ex amici di An potranno chiedere con forza la mia espulsione e ribadire la loro fraterna solidarietà a Verdini e Cosentino''.


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